È ancora bufera sull’Asl 1 di Massa. Il consigliere regionale della Lega Nord Toscana e membro della IV° Commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, fa proprie le osservazioni e le preoccupate dichiarazioni del deputato del Carroccio, Massimo Polledri, vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. «Da due mesi – aveva dichiarato ieri, mercoledì 1 febbraio, l’onorevole Polledri – continuiamo a rimandare in commissione l’approvazione della relazione finale che evidenzia un buco di 60 milioni nella Asl 1 di Massa, in cui si considerano responsabilità oggettive. Il PdL ha continuato a fare melina perché non venisse calendarizzata e oggi, caso strano, all’ultimo minuto spunta un documento del Pd con una delibera vecchia di anni e il presidente dell’IdV si trova d’accordo con il PdL e il Pd nel rimandare e rivalutare tutto. A questo punto è evidente l’inciucio agevolato dal Governo Monti per salvare il Presidente della Regione Toscana».
Per Lazzeri, «quanto successo in commissione d’inchiesta parlamentare è un segnale bruttissimo che sa di Prima Repubblica. Sembra di tornare a quel periodo grigio della storia chiamato “compromesso storico”». Secondo l’esponente del Carroccio in Palazzo Panciatichi, la vicenda nazionale va attualizzata alla Toscana perché «è evidente che il Governo Monti fa da cornice», ma sono «due le valutazioni da fare che risultano oggettivamente non confutabili».
La prima è che «l’Italia dei Valori è un partito bifronte, forcaiolo a parole, ma solo quando gli interessa. Allora temo che vengano vanificati i generosi sforzi che la collega Maria Luisa Chincarini dell’IdV fa in Regione Toscana per rendere il proprio partito coerente tra il dire ed il fare. Alla collega Chincarini diciamo che nella Lega Nord Toscana il suo contributo potrebbe essere apprezzato». La seconda valutazione è che «il clima politico creatosi alle spalle di questo Governo Monti – conclude Lazzeri – è arrivato fino in Toscana. Mi auguro che il partito del PdL a livello locale non senta il suono di queste sirene e che possa proseguire anche a livello toscano la battaglia di opposizione e di radicale alternativa che era alla radice della candidatura dell’onorevole Monica Faenzi quale alternativa ad Enrico Rossi».
