
Sono scesi in strada a piedi nudi lamentando freddo, mancanza di sapone per lavarsi e vestiti invernali, 65 giovani profughi provenienti dalla Libia, dal 20 luglio ospiti della Croce Rossa di Marina di Massa. Hanno bloccato il traffico per mezz’ora circa, fino a quando la polizia e i carabinieri non li hanno convinti a rientrare. Hanno raccontato di «stare male»: «vogliamo cambiare centro – hanno gridato in mezzo alla strada – non riusciamo a chiamare casa, non possiamo tagliarci i capelli, c’è un solo sapone per lavarsi, non ci hanno dato scarpe invernali, abbiamo tre ore d’aria, non sappiamo come trascorrere il tempo, neanche la tv si vede. Abbiamo chiesto di poter vedere la coppa Africa ma non ci hanno dato risposta». I giovani prima di decidere per la protesta in strada avevano annunciato un digiuno, che già dura da 24 ore e la diserzione delle lezioni mattutine. I manifestanti fanno parte di quel folto gruppo di soli minorenni che a luglio fu trasferito da Lampedusa a Marina di Massa, attraverso una convenzione scaduta il 31 dicembre 2011. Degli 80 profughi minori iniziali, 15 (quelli frattanto diventati maggiorenni) sono già stati trasferiti in altri centri nazionali.
