Sono tranquilli i dipendenti e i dirigenti del settore lavori pubblici della provincia sotto accusa per la frana di Lavacchio che un anno fa spense la vita di Nara Ricci e del figlioletto Mattia. Quattro i funzionari dell’ente iscritti nel registro degli indagati: l’ingegnere capo Giuliano Arrighi, l’ingegnere Mauro Alberti responsabile del servizio strade, il geometra Nicola Rossetti e il capo cantoniere Libero Ballerini. Oltre a loro i pm Federico Manotti e Rossella Soffio, titolari dell’inchiesta, hanno firmato gli avvisi di garanzia anche per Paolo Busticchi, titolare di una ditta che eseguì interventi nella zona di Lavacchio, e l’ingegnere Antonio Cirillo che diresse alcuni lavori. Le accuse, lo ricordiamo sono di omicidio plurimo e disastro colposo con condotte omissive o commissive. Ognuno ha contestazioni specifiche. Fiducia ai propri collaboratori la esprimono il presidente della Provincia Osvaldo Angeli, e l’assessore ai lavori pubblici Gian Luca Brizzi. “Nel rispetto assoluto del costo in vite umane, che mai è tollerabile, e del dolore dei familiari delle vittime – hanno dichiarato i due amministratori – esprimiamo piena fiducia nella correttezza dell’operato delle professionalità coinvolte, rispetto nei confronti del lavoro della magistratura, speranza e augurio che possa essere fatta chiarezza in modo definitivo e al più presto possibile”.
