Ancora scintille sul caso Cermec. Nei giorni scorsi il consigliere comunale Giancarlo Casotti, parlando della raccolta differenziata nel comune di Massa, proponeva un suo allargamento fino alle aree di Mirteto e di Alteta, poi, puntando il dito contro la Cermec, parlava dell’azienda come di “un problema da risolvere” e che la diminuzione del rifiuto differenziato e l’incremento delle raccolte selettive, quasi rappresentasse un rischio per l’azienda stessa. Ugo Bosetti, presidente di Cermec, osserva come mai, in nessun modo l’azienda in questione sia contraria allo smaltimento dei rifiuti, anzi: forse si dimentica, puntualizza il presidente, che l’impianto della società è un impianto di compostaggio e che quindi è necessario, indispensabile al trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani. Non so da dove sia nata l’idea che la crisi della società si risolva con una maggior produzione di rifiuti, e in particolare di indifferenziato, afferma sorpreso il numero uno di Cermec. In ogni caso, avere più “organico di qualità” non è un problema, ma un’opportunità perché si potrebbe produrre più “compost” di qualità, riducendo i costi di smaltimento. Il presidente riconosce però al conigliere Casotti ragione su un punto, quando afferma che gli impianti, in generale, devono essere valutati su scala di ambito, quell’area vasta che comprende, oltre la provincia di Massa Carrara, anche le province di Lucca, Pisa e Livorno. La posizione di Bosetti è chiara: noi siamo pronti a fare la nostra parte per arrivare ad una sempre miglior gestione del ciclo dei rifiuti: anche dando una mano proprio nell’estensione delle raccolte differenziate porta a porta, in collaborazione con tutti i soggetti, la cui partecipazione è indispensabile per raggiungere l’obiettivo di una gestione ambientalmente ed economicamente sostenibile, conclude il capo di Cermec.
