La Camera di Commercio boccia il piano economico del porto turistico presentato lo scorso mese dall’autorità portuale. Che l’ente non fosse d’accordo con quanto previsto nello studio realizzato dalla SL&A turismo e territorio si era capito il giorno stesso della presentazione quando il presidente della camera Norberto Ricci aveva polemicamente lasciato la sala quando ancora era in corso la presentazione. A distanza di un mese Ricci spiega la sua posizione di fatto bocciando in pieno le previsioni presentate dall’Autorità Portuale. Inanzitutto il territorio non ha ancora le infrastrutture che lo studio prevede per l’insediamento del porto turistico nel porto di marina di Carrara. Ad esempio si prevede nel piano la presenza di 300 camere in hotel a 4 stelle per accogliere almeno 600 persone durante tutti i sette giorni della settimana. Strutture che Marina di Carrara non ha e che neanche la vicina Marina di Massa ha se si considera l’esigenza che siano a quattro stelle. E questo è già un primo punto che fa capire la distanza tra le previsioni e la realtà del territorio. Poi si pensa ad un porto da 1-1500 posti barca con “funzione sociale” riferendosi al Club Nautico che dovrebbe spostarsi all’interno della nuova infrastruttura ma da solo vale almeno 600 posti barca. Di fatto si ridurrebbe così il margine operativo per nuovi natanti. Proseguendo nell’analisi Norberto Ricci e Alberto Ravecca evidenziano altri aspetti singolari dello studio. Si prevede infatti che nel porto turistico di Marina di Carrara la quota delle barche da diporto, ovvero oltre i 24 metri, sia pari al 2%, un numero che triplica la media regionale. Si immagina quindi un porto totale in cui trova spazio la “funzione sociale” ma anche il lusso; infrastrutture per le crociere e per l’accoglienza. In definitiva si immagina un territorio che non c’è. Un esempio molto semplice: nel piano si pensa all’arrivo ogni giorno di una nave da crociera, quindi almeno 500 dei 2500 passeggeri scenderebbero a terra. Riuscirebbe il nostro territorio ad accoglierli con servizi all’altezza? Riuscirebbe a convivere turismo di massa e industria alle cave? Ovviamente la risposta è no, con le infrastrutture di oggi. Tant’è che anche Ricci ha definito una “sfida” il futuro porto turistico.