E’ di ieri notte l’ultimo episodio che ha visto ancora una volta, una serie di incendi in serie appiccati nella strada che costeggia la ferrovia al Lavello a Massa, zona in cui si trova il campo nomadi dei rom. Le fiamme sono divampate in realtà, una prima volta, alle 8 di sera, quando c’è stato il primo intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine accorsi sul posto, sollecitati dalle chiamate dei residenti. Ad andare a fuoco macchine, motorini, materiale contenente amianto e perfino bombole del gas. Incendio ripropagatosi poi alle 3.30 del mattino, fino alle 6 e riscoppiato di nuovo alle 8 fino a mezzogiorno di stamani, quando è stato definitivamente spento. Non è certo il primo episodio che si verifica nell’area del Lavello: da tempo, residenti segnalano casi ripetuti nella zona di incendi diversi che costantemente si ripetono e sotto i riflettori delle indagini finiscono sempre i soliti noti dei rom che occupano parte del Lavello. Come se non bastasse quanto accaduto ieri al Lavello è di questi giorni la notizia che il comune di Massa sta pensando di utilizzare parte di un terreno di sua proprietà, per ospitare i nomadi del Mirteto: zona predestinata, l’area delle Ghiare a Turano, in prossimità del mercato ortofrutticolo. L’idea emerge dalla delibera numero 308 del 9 settembre, con cui la giunta chiede al demanio di poter utilizzare una striscia di terreno dello stato, per realizzare l’accesso carrabile al terreno comunale. La motivazione sta nel fatto che il comune ha deciso di spostare le famiglie situate al parcheggio del cimitero del Mirteto, sia per motivi igienico sanitari delle condizioni in cui i nomadi vivono, sia per la presenza sporadica, ma crescente, di nuovi arrivi che bivaccano nell’area senza titolo alcuno.
