<<Se avessi i soldi per i lavori di via Bassa Tambura avrei già aperto i cantieri. Posso solo dire che quella strada al momento è anche una nostra priorità>>. Risponde così l’assessore provinciale ai lavori pubblici Gian Luca Brizzi ai residenti di Casette, Resceto e Forno, preoccupati per l’incolumità delle loro famiglie. I cittadini chiedono garanzie di sicurezza per chi transita in quella strada: <<Siamo sicuri che la strada al momento non cederà ancora sotto il peso dei camion che vanno alle cave_ continua Brizzi_ ma quello che cade dall’alto della montagna io non posso prevederlo>>. La provincia ha utilizzato i soldi arrivati dalla regione Toscana ai tempi dell’alluvione, per quelle che erano state definite dalla regione stessa le prime emergenze, ovvero per gli interventi più gravi di Altagnana, costato 1,3 milioni di euro e Lavacchio costato 350 mila euro. Per via Bassa Tambura la provincia dovrà utilizzare risorse proprie e, visti i bilanci di questo periodo, sarà molto dura trovarle. Riguardo la richiesta di limitare il traffico pesante alle cave l’assessore risponde: <<Alle cave lavorano persone, i camionisti sono dipendenti, chi si prende la responsabilità di interrompere il loro lavoro? Limitare il peso del carico è una decisione che potrebbe prendere la giunta e non solo il mio assessorato. Riguardo i controlli abbiamo 6 operatori di polizia provinciale. Non possiamo chiedergli la luna>>. Una soluzione immediata non c’è: Brizzi fa sapere che l’unica cosa che la provincia potrà fare è utilizzare la devoluzione dei mutui già accesi ma inutilizzati perché per opere mai realizzate. Il passaggio però richiede molto tempo e l’autorizzazione della cassa depositi e prestiti