Cura dimagrante anche per il Consorzio Zona di Massa Carrara: la provincia ha ridotto il suo contributo consortile, portandolo da 112 mila euro l’anno a soli, si fa per dire, 85 mila euro. L’atto è visibile sull’albo pretorio dell’Ente: si parla di un ridimensionamento generale e di “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria”. Risultava, in effetti, alquanto strano che, nella mannaia dei tagli, fosse rimasto fuori proprio il CZIA, ente spesso oggetto di polemiche per la sua utilità e attività. Ma c’è un passaggio che risulta interessante nell’atto firmato dalla Provincia: ad un certo punto viene, infatti, citato il D.L 78/2010 che all’articolo 6, comma 2, stabilisce che “la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, è onorifica” e che “la violazione di quanto previsto dal presente comma determina responsabilità erariale e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli”. In pratica pare proprio che la Provincia di Massa Carrara voglia far passare il Consorzio Zona come una “istituzione onorifica”, ovvero farla rientrare in quella categoria di enti che non dovrebbero percepire il gettone di presenza per il proprio Cda. Sarebbe davvero una doccia fredda per la CZIA. Il caso degli “istituti onorifici” era esploso qualche mese fa in altre regioni italiane,  perché la corte dei conti dell’Emilia Romagna aveva stabilito che  “Il presidente e i consiglieri di amministrazione di organi strumentali di enti locali, quali le Istituzioni, non possono ricevere alcun compenso per la carica rivestita” e che “ per perseguire un obiettivo di riduzione della spesa pubblica, tali cariche siano da considerarsi onorifiche e la partecipazione a tutti gli organi delle Istituzioni, gratuita”. Naturalmente, ogni ente che a regola avrebbe potuto rientrare in quella casistica, ha pensato bene di mettersi a riparo trovando un escamotage: quello del CZIA chiama in causa la legge regionale. Alla stessa Provincia il CZIA  ha comunicato la non applicabilità della normativa, in quanto ente di derivazione regionale, la cui disciplina è riservata dalla legge statale alle Regioni, a seguito del trasferimento statale di competenze operato fin dal 1977. Per adesso il gettone è salvo.