Se non vi siete mai chiesti che cosa significhi partire da una terra che sa di casa per raggiungere l’altro capo del mondo guardate “In sospeso”, lo spettacolo fatto da alcuni migranti della nostra provincia, scritto da Franco Rossi e la preziosissima partecipazione di Roberto Alinghieri del teatro stabile di Genova. Partire verso l’ignoto sì, con tutto il timore che questa scelta porta con sé, ma ancor più…arrivare, finalmente sì, ma arrivare in un altro mondo, senza punti di riferimento, circondati da linguaggi estranei, indecifrabili. Se si annullasse il tempo, e la direzione, cosa accadrebbe, chi saremmo noi, tutti noi, quale la direttrice?

Un viaggio nel cuore della migrazione, partendo dal quel 1906, quando a partire eravamo noi, italiani, e come e dove si arrivasse, ce lo dicono I verbali ritrovati nell’archivio della polizia di New York. Le certezze americane: – ditemi la nazionalità e saprò come trattare il mio interlocutore, saprò tutto di lui-. Ed ecco che, cent’anni dopo, incredibilmente, le medesime certezze diventano italiane. Quello che accadeva accade ancora, a qualcun’altro però, e noi non lo riconosciamo più.
