Potrebbero essere denunciati anche per vilipendio agli organi costituzionali, oltre che per manifestazione non autorizzata, i 40 giovani che domenica sera hanno contestato l’onorevole Daniela Santanchè, ospite della festa Tricolore, organizzata dal gruppo consiliare del PdL di Massa. Non sono, infatti, passate inosservate le frasi e i cori contro il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, pronunciate in quegli attimi di concitazione, mentre la Santanchè dibatteva all’interno del parco della Comasca dei Ronchi e il gruppo di contestatori occupava il cancello di ingresso, manifestando contro il PdL. Non ci sono stati scontri, grazie al servizio d’ordine predisposto dalla Questura che ha schierato poliziotti in tenuta anti sommossa e carabinieri: una decisione presa a seguito dei messaggi circolati via facebook, in cui i militanti di estrema sinistra promettevano scintille alla festa del PdL. <<Potete anche farli entrare_ ha detto la Santanchè durante il suo comizio_ ho saputo che vorrebbero massacrarmi, ma ci vuole ben altro che qualche comunista per fare fuori me>>. Il gruppo è rimasto sempre fuori dal parco; l’onorevole santanchè non si è quasi accorta di loro, se non fosse stato per le voci che circolavano al dibattito. Alla fine il gruppo ha lasciato la comasca prima che l’onorevole finisse il suo comizio e uscisse da un cancello secondario, dove l’aspettava l’auto di servizio. Il PdL aveva ricevuto già la notte prima la visita di qualcuno che aveva rubato bandiere e striscioni
