Tra sollievo e amarezza, 289 ex operai della Eaton hanno firmato, sabato mattina davanti al giudice del lavoro Augusto Lama, la conciliazione con l’azienda, chiudendo di fatto le cause di lavoro inoltrate per “licenziamento illegittimo”. Sollievo perché riceveranno 10 mensilità, che di fatto diventano 11 grazie ad una tassazione ridotta, per circa 18 mila euro lordi ciascuno e un totale di oltre 5 milioni di euro sborsati dall’azienda. Amarezza, perché si conclude un ciclo che vede i lavoratori comunque “perdenti”: non vogliono rilasciare dichiarazioni ufficiali, né comparire sui giornali, perché ci sono finiti troppe volte da due anni a questa parte, da quando la fabbrica ha chiuso e sono stati licenziati.  Continuano ad aver paura di ripercussioni e di peggiorare la situazione,  ma confessano di sentirsi  “comprati”: << Abbiamo scoperto di avere un prezzo_ dichiarano gli ex lavoratori_ e non così alto come quello che sembra. È la degna conclusione di una storia partita male. E il lavoro, quello che manca, non ce lo restituirà più nessuno>>. L’accordo di risarcimento è più che buono secondo gli avvocati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl,  anche perché arrivare al processo non avrebbe garantito né la vittoria, né l’ottenimento di tutti quei soldi. Tecnicamente i legali avrebbero potuto ottenere anche 15 mensilità, ma se il licenziamento fosse stato dichiarato illegittimo il giudice avrebbe dovuto sottrarre al risarcimento la mobilità fino ad oggi pagata agli operai. Quei soldi rappresentano una boccata di ossigeno per gli ex operai della Eaton, ma nessuno ieri ha firmato a cuor leggero. <<Il lavoro è un’altra cosa_ dice Marco Battistini segretario provinciale della Fim-Cisl_ ; capisco che questa è solo una piccola soddisfazione rispetto alla poca responsabilità sociale che ha avuto la Eaton nei confronti di questi operai che per lei hanno fatto tanto>>.   In tribunale a Massa ci sono anche gli avvocati della Eaton: anche per loro l’accordo è soddisfacente, perché un processo è comunque un’incognita e inoltre, si sarebbe basato sulla “responsabilità” sociale, punto debole della multinazionale in tutta la vertenza Eaton. << E’ la fase conclusiva di una battaglia legale_ spiega l’avvocato della Cisl Roberto Valettini_ che vede i lavoratori ottenere un riconoscimento patrimoniale che non avrebbe potuto essere superiore. È il massimo che potevamo ricevere. Noi, purtroppo, non abbiamo il potere di  restituire il lavoro a queste persone>>. Con la firma della conciliazione, l’azienda adesso potrebbe però chiedere  l’abbandono della fabbrica, per tornarne in possesso. Locali che sono rimasti occupati dall’ottobre scorso, da quando partirono i primi licenziamenti:  nel verbale non si legge nulla in merito, ma pare che i rappresentanti sindacali saranno presto chiamati  con i lavoratori a decidere anche su quella partita.