Mentre il 7° piano dell’Ospedale di Carrara viene chiuso e l’ultimo paziente pagante cacciato in malo modo in corsia, il Pronto Soccorso scoppia, non c’è sufficiente personale e le attese si prolungano oltremisura. Questo non è che il canovaccio sul quale è iniziata la discussione di questa mattina in Commissione sanità. L’incontro avvenuto venerdì scorso con il Direttore Sanitario Maurizio Del Maso ha lasciato del tutto insoddisfatti i consiglieri. L’impressione è quella di trovarsi disarmati di fronte ad una direzione aziendale che starebbe continuando a prendere decisioni unilaterali, tanto da far pensare ancora ad una gestione commissariale e per nulla ad una pianificazione dei servizi. Schizofreniche apparirebbero scelte quali quella di spostare di netto la chirurgia a Massa e riportare la cardiologia a Carrara. Con la chirurgia poi, se ne andrebbe completamente la rianimazione, insomma una bozza di Pal, quello che dovrà essere discusso domani durante la Conferenza dei Sindaci da far sbottare Iginio Dell’Amico che, da “Carrara prima di tutto”, invita tutti i consiglieri a non prenderlo neppure in considerazione: “Nessuna conferenza dei sindaci può discutere seriamente di fronte a un simile obbrobrio”, dichiara sottolineando quanto, a questo punto, appaia improcrastinabile un pronunciamento del sindaco Angelo Zubbani in merito. Una situazione che allarma un po’ tutti e, se Massimo Menconi dal Prc sostiene che il suo partito non si presterà mai a fare un passo indietro, Enrico Isoppi dai Repubblicani per Carrara definisce alcuni passaggi della bozza demenziali, mentre Carlo Martini dal Pd e il socialista Roberto Conserva considerano umiliante per tutta la città l’atteggiamento della direzione sanitaria e poi la domanda: “Ma un ospedale senza rianimazione può ancora definirsi ospedale?”. Dalla discussione infine un documento che verrà presentato in occasione della conferenza dei sindaci di domani: “La Commissione Sanità del Comune di Carrara riunitasi dopo il confronto del 1 luglio con la Direzione Sanitaria, manifesta profonda preoccupazione rispetto alle scelte unilaterali promosse dall’Azienda e al non accoglimento delle istanze proposte in quella sede e risultate completamente disattese e deluse. I segnali che arrivano di chiusura del settimo piano e di trasferimento di reparti come l’Ottorinolarigoiatria e l’Oculistica in assenza di un adeguato e condiviso piano di riorganizzazione aziendale che dovrà essere recepito ed approvato dalla Conferenza dei Sindaci, confermano ed evidenziano per la prima volta un profondo scollamento tra Azienda ed Istituzioni cittadine da respingere con forza e determinazione” .