C’E’ UN LEGAME IMPORTANTE TRA L’OPERAZIONE DI DOMENICA MATTINA E UN0ALTRA INCHIESTA CHE HA FATTO PARLARE MOLTO DI SE’, QUELLA CHE VEDE COINVOLTO DON GIUSEPPE PERETTI, PARROCO DI TURANO, IN UNA STORIA DI PROSTITUZIONE MINORILE CHE ANCORA DEVE ESSERE CHIARITA. IL LEGAME STA NELLE DUE GIOVANI ROMENE CHE TEMPO FA ACCUSARONO IL PRETE, UN COMMERCIANTE E UN MAGREBINO DI VIOLENZA SESSUOALE. LE DUE RAGAZZE FACERO PARTE DELLA SCUDERIA DELL’ASSOCIAZIONE OGGI FINITA IN CARCERE.
Un legame sottile ma rilevante tra due inchiesta che hanno come punto cardine la prostituzione minorile. L’attenzione è tutta per don Giuseppe peretti, che fu arrestato il giorno di pasqua dalla stessa squadra mobile per violenza sessuale ai danni di due romene minorenni che lo avevano accusato assieme a Guerino della Bona commerciante gelataio massese e ad un magrebino. Le due inchiesta sono separate e don Giuseppe Peretti, già rilasciato dai domiciliari, pare sempre più estraneo alla vicenda. Fatto sta che la squadra mobile riesce ad arrivare al capo dell’associazione, Stanga Georgeta, una donna senza scrupoli che non aveva esitato a coinvolgere anche il figlio 17 enne nell’operazione, proprio tramite una delle due romene in questione, intercettando una telefonata. In pratica le due ragazze che accusarono Don Peretti e della Bona fecero parte per un po’ di tempo della scuderia dell’associazione. Poi iniziarono a prostituirsi da sole in zona stazione e, pare, a frequentare la parrocchia di Turano per chiedere carità. Proprio alla stazione, appartate in un’auto con un anziano, furono scoperte dagli inquirenti che già avevano iniziato le indagini. Sotto pressione le due ragazze cantarono la loro verità ed emersero in quell’occasione i nomi del prete, del gelataio e di un cittadino marocchino, accusato di aver consumato il rapporto sessuale con le minori. Una sera una delle ragazze telefona a Stanga Georgeta e dall’inequivocabile conversazione gli inquirenti capiscono che esiste una protettrice alle spalle. Si apre il secondo filone di indagini. Tra i nomi degli 11 fermati ci sono anche quelli dei due protettori delle romene che accusarono il parroco e il commerciante. Mentre il magrebino che finì ai domiciliari è finito in carcere. Cambiano anche i capi di imputazione, si aggiunge per questi tre l’associazione a delinquere.
