SCANDALO CIMITERO DI MIRTETO: DEPONE EZIO FORNESI EX PRESIDENTE DI MASSA SERVIZI, MA LA SUA TESTIMONIANZA VIENE SOSPESA PERCHE’ EMERGONO POSSIBILI CAPI DI IMPUTAZIONE A SUO CARICO. EMERGE INFATTI CHE MASSA SERVIZI, AD OGGI NON INDAGATA NELL’INCHIESTA DELLE FALSE CREMAZIONI, AVEVA LO SPECIFICO COMPITO DI CONTROLLARE QUELLO CHE ACCADEVA ANCHE NELL’IMPIANTO CREMATORIO. POTREBBE APRIRSI UN NUOVO FILONE DELL’INCHIESTA CON L’ACCUSA DI OMISSIONE DI CONTROLLO

 

 Il Pm dell’inchiesta sui cimiteri Federico Manotti chiama a testimoniare Ezio Fornesi,  presidente di Massa Servizi ai tempi dello scandalo sulle false cremazioni che avvenivano a Mirteto, ma il suo interrogatorio è costretto ad interrompersi perché il collegio dei giudici composto da Paolo Puzone, Antonia Alacri e Cosimo Ferri ha ritenuto che durante l’esame stessero emergendo elementi indiziari a suo carico. Così, per il codice penale, articolo 63, la sua deposizione deve interrompersi e Fornesi potrà ripresentarsi davanti al collegio solo dopo aver nominato un legale. Da quel momento potrà avvalersi anche della facoltà di non rispondere. È un altro colpo di scena all’interno del delicato processo sulle cremazioni di Mirteto, che vede imputati numerosi soggetti, ma non Massa Servizi, l’ormai nota società braccio destro dell’amministrazione comunale Neri, che il sindaco attuale Roberto Pucci ha azzerato. L’interrogatorio di Fornesi è una bella vittoria per Roberto Iacopetti, avvocato di Renzo Fialdini,funzionario comunale indagato per i reati di omesso controllo e vigilanza, abuso di ufficio, corruzione e associazione per delinquere: fin dalle prime battute del controinterrogatorio della difesa (Fornesi era un teste dell’accusa) si percepisce che le responsabilità del controllo di quanto avveniva all’interno del cimitero di Mirteto erano di Massa Servizi, secondo la convenzione firmata tra la società e il comune di Massa. Una convenzione che, curiosamente, finisce agli atti solo ieri mattina, perché presentata dagli avvocati della difesa al tribunale. Fornesi dapprima spiega i compiti di Massa Servizi, riscuotere i pagamenti delle cremazioni_ dichiara_ e poi aprire e chiudere i cancelli del cimitero agli orari che furono indicati dal comune>>. Eppure nella convenzione firmata in calce da Fornesi c’è scritto che Massa Servizi avrebbe dovuto svolgere anche il lavoro di “custodia, controllo, vigilanza e coordinamento”, prestazioni pagate profumatamente dal comune con 250 mila euro l’anno. Cosa faceva Massa Servizi con quei soldi? Perché non controllava quello che accadeva nel cimitero? Fornesi specifica che Massa Servizi, non era l’unica ad avere le chiavi dei tre cancelli del cimitero: anche la Euroservizi le aveva, perché lavorava ad orari diversi dai loro e anche molte ditte private, per evitare di sottostare agli orari del comune. Dunque parrebbe che l’attività di controllo di Massa Servizi nascesse comunque monca, per l’impossibilità di stare dietro a tutti coloro che potevano accedere al cimitero. Ma questo secondo la difesa è ininfluente. Fornesi appare in netta difficoltà, il collegio sospende tutto. Gli scenari possibili potrebbero essere l’apertura di un filone parallelo dell’inchiesta con protagonista Massa Servizi. Il capo di imputazione  l’omissione di controllo. Secondo il Pm Federico Manotti questo episodio non lede l’impianto accusatorio, ma tira sul banco degli imputati un altro possibile soggetto. La testimonianza di Fornesi, invece, diventa discutibile e in parte inutilizzabile. Certamente non utilizzabile contro di lui e ci si aggiorna al 5 ottobre.