Sono decine le persone che la Guradia di Finanza sta continuando ad ascoltare in merito al caso Asl 1 e al buco di bilancio che ha superato i 300 milioni di euro, con due illustri iscritti nel registro degli indagati, l’ex direttore generale Antonio Delvino e l’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, più alcuni imprenditori lunigianesi intestatari degli assegni provenienti dall’azienda sanitaria, con cui si finanziavano vizi e follie di ogni genere. Le audizioni di questi giorni riguarderebbero proprio altri destinatari di assegni, persone che potrebbero risultare sia semplicemente informate dei fatti, sia anche complici di un giro di denaro pubblico poco chiaro. Si tratta per lo più di imprenditori, titolari di aziende, persone fisiche, semplici cittadini, amici e parenti di chi aveva la possibilità di accedere, con firma specifica, agli assegni della Asl 1. Con questi soldi venivano pagate auto, gioielli, attrezzature per la caccia, oggettistica, pelletteria. Chi veniva pagato con l’assegno poteva non sapere che quelli erano soldi prelevati dall’azienda pubblica, ma in molti casi ne era certamente al corrente, perché mancherebbero le fatture per la prestazione di cambio effettuata o per la vendita dell’auto in questione o del gioiello. In pratica, chi ha ricevuto il denaro potrebbe averlo intascato senza emettere fattura, oppure averlo utilizzato in maniera altrettanto illecita. È su questo che la Guardia di Finanza con la magistratura sta indagando. Non ci sarebbero, al momento, politici intestatari di assegni e le firme proverebbero quasi tutte dall’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti. Se la matassa degli assegni inizia a sbrogliarsi, rimane ancora un giallo capire come possano essersi accumulati 300 milioni di deficit in così poco tempo. Il Direttore Generale Maria Teresa De Lauretis specifica che <<l’accesso al Bilancio presuppone l’inserimento di una password che di norma non è associata ad un utente riferibile al Direttore Generale, ma la normativa assegna al Direttore Generale tra le proprie funzioni anche quella di predisporre “atti di verifica e controllo della corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate”, quindi il Direttore Generale ha il dovere di monitorare attentamente la gestione economica relativamente al periodo del suo mandato in Azienda. Smentisco invece che la Deloitte abbia certificato il Bilancio aziendale 2009. La società ha infatti certificato esclusivamente lo Stato Patrimoniale riferibile all’anno 2008 e peraltro l’Azienda usl 1 ha già avviato una causa nei confronti della stessa per il risarcimento del danno derivato>>.
