Futuro e libertà torna a parlare di tassa marmi e il coordinatore carrarese Nicola Franzoni lancia una proposta all’Amministrazione comunale: si applichino le giuste tasse agli imprenditori del marmo e dall’altro si applichi un taglio lineare a tutte le spese comunali superflue. Tra le altre cose, simili fondi potrebbero essere investiti per andare incontro alle necessità primarie dei cittadini, in un momento in cui disoccupazione e povertà starebbero crescendo oltremisura e il centro sinistra sarebbe distante anni luce dai problemi veri della popolazione. Un’esperienza già in atto a Pisa e Pescara e anche oltre confine, in Austria; così Franzoni presenta il suo progetto: un super-mercato solidale in una delle tante strutture dismesse finanziato direttamente dall’Amministrazione. “Un emporio che dovrà essere rivolto alle famiglie indigenti di Carrara e straniere”, afferma l’esponente di Fli, “dove potranno essere acquistati generi alimentari di prima necessità grazie a una tessera a punti. L’assessorato al sociale del Comune dovrà valutare le domande di chi vorrà accedere al servizio. In base allo stato di necessità di ciascuno sarà caricato un credito a punteggio su una tessera personale, che permetterà di fare acquisti nel supermercato come con una carta di credito”. Un vero e proprio supermercato con cassa, carrelli e scaffali insomma, con erogazione gratuita o agevolata, tessere speciali per giovani coppie con bambini, prodotti equo solidali o provenienti dalle terre sottratte alle mafie, annesso, un emporio di abiti nuovi e usati acquistabili ancora tramite tessera. “Il mancato introito di denaro nelle casse del comune di Carrara a tutto vantaggio degli imprenditori del marmo si aggira in svariati milioni di euro annui: gli industriali del marmo non potranno risentirsi se qualche sacrificio in più sarà speso a favore della cittadinanza”, conclude Franzoni, “le cave appartengono ai carraresi e sarebbe una prima iniziativa reale per rilevarne qualche ricaduta benefica sul territorio”.
