Gaia Spa sospende la gara finalizzata alla ricerca del socio privato. Ma l’esito del referendum non c’entra nulla. questo la società tiene a sottolinearlo. “Siamo pronti a riprendere le procedure non appena sarà definito un nuovo e più chiaro quadro normativo che garantisca ai partner privati le garanzie necessarie a partecipare alla gara”, afferma il Presidente Ermindo Tucci e aggiunge, “aspettiamo, perché vogliamo che i partner privati, che dimostrano il loro interesse a partecipare al capitale di GAIA, possano effettuare delle scelte consapevoli in un clima di trasparenza sulle concrete prospettive del loro investimento finanziario”. Dare il tempo al Governo e all’ATO Toscana Nord di riformulare i criteri per la formulazione della tariffa, questo intende fare l’azienda, specificando che il lavoro di un anno per la definizione delle procedure, dello statuto, dei patti parasociali, non può essere buttato nel cestino. “La decisione di sospendere la gara non è scaturita dal risultato ottenuto dal primo quesito referendario che ha abrogato l’obbligatorietà di privatizzazione dell’azienda dell’acqua”, ribadisce la società, che avrebbe invece deciso di selezionare un socio privato per una necessità, ovvero ottenere un riequilibrio finanziario e riuscire riprendere gli investimenti attraverso un aumento di capitale. “Il referendum ha influito nella nostra decisione”, conclude Gaia, “circa l’abrogazione dell’espressione contenuta nell’art. 154, relativa all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Ciò determinerà il modo in cui la tariffa deve essere calcolata: aspettiamo quindi di conoscere come potranno essere sostenuti gli investimenti sulla rete per poter far chiarezza anche nei confronti dei cittadini”.