Ancora emergenza sociale a Carrara, questo denuncia la Cgil dopo aver appreso di ulteriori tagli, oltre a quelli già eseguiti all’assistenza domiciliare agli anziani (110 ore su 400 già tagliate) e al prolungamento estivo del servizio degli educatori scolastici ai bambini disabili durante il periodo dell’Estate Ragazzi, tra l’altro già ridotto notevolmente. Durante l’incontro con il primo cittadino di mercoledì mattina il sindacato era stato rassicurato dall’impegno preso dal sindaco Zubbani a verificare in prima persona che non vi fossero riduzioni dei servizi socio-educativi. Da lì a poche ore però la Cgil apprendeva di un’altra riduzione, ben più grave, quella al sostegno di bambini e ragazzi in situazioni di forte disagio famigliare seguiti su ordine del Tribunale dei minori di Genova. Notizia poi confermata dal Presidente della società Apuafarma che ha in carico il servizio: su 40 casi, la dirigenza dei servizi sociali ne ha tagliati 27, quindi, quasi 2 terzi del totale, che scadranno entro il 30 giugno. Il sindacato allora si dichiara costretto a chiedersi da chi e come siano governate le scelte in materia di servizi sociali e socio-educativi. Questo anche in base agli ultimi dati, ben poco rassicuranti sulla crescita del disagio minorile sul territorio comunale: basti pensare che, se nel 2007 le ore necessarie al sostegno psicologico ed educativo ai minori erano stimate in 3 mila annuali, nel 2010 queste sono lievitate a ben 10 mila 500. Immediata la risposta dell’Assessore Massimiliano Bernardi, che non esita a definire sconsiderate le accuse mosse dalla Cgil. I dati forniti dal sindacato in materia di assistenza agli anziani, non corrisponderebbero a quelli reali, a meno che, dichiara l’Assessore, non si vogliano considerare i servizi cessati in caso di decesso dell’assistito. Sottolineando la competenza dell’Assessorato alla pubblica Istruzione dell’Estate Ragazzi poi, Bernardi precisa che i tagli riguardo ai minori portatori di handicap li deciderà Apuafarma. Gravi infine sarebbero le affermazioni del sindacato riguardo i casi dei minori seguiti dal Tribunale: piena fiducia nell’operato della dirigente che avrebbe agito in sinergia con il Tribunale stesso. “I 27 casi di cui si parla senza conoscere a fondo la tematica”, afferma Bernardi, “si sono conclusi, come da procedure consolidate, in un arco temporale che va dicembre 2010 a giugno 2011”. Circa le preoccupazioni per i risvolti occupazionali infine, sarebbe un problema male impostato: “l’autonomia professionale che determina il progetto socio – educativo su un minore”, chiude secco l’Assessore, “ha esigenze diverse rispetto a quelle legate al mantenimento dei livelli di occupazione”.
