A Carrara il sociale non si taglia, o quasi. 50 mila euro in totale i soldi risparmiati eliminando contributi percepiti extra-convenzioni da associazioni, dal venir meno di grandi invalidi sul territorio e dunque all’estinzione del sostegno amministrativo, dall’estinzione dei 3 anni di arretrati per il pagamento del servizio idrico al campo rom e l’istallazione dei relativi contatori. A fronte di questi tagli però anche un aumento, pari a 150 mila euro, solo per il settore sociale, alla società partecipata Apuafarma per l’incremento dei servizi. In commissione però, alla soddisfazione espressa per gli sforzi fatti dall’Assessore al Bilancio Giuseppina Andreazzoli e da quello al Sociale Massimiliano Bernardi, si scontra l’insoddisfazione della Consulta anziani e del sindacato. Il piano in via di realizzazione non sarebbe stato fino a questo momento partecipato. Su questo punto, il Presidente della Consulta Claudio Fazzi è assai duro: “Non si sta rispettando la normativa regionale che prevede la consultazione dei soggetti interessati prima di qualsiasi approvazione”, sostiene. E la preoccupazione della Consulta anziani deriva soprattutto dalla possibile decisione di stornare 10 mila dal totale dei 30 mila percepiti dalla regione Toscana per la sorveglianza attiva, dalla gestione della Pubblica Assistenza in favore di una gestione diretta. Fazzi esprime apprezzamento per le modalità di gestione da sempre adottate dalla Pubblica Assistenza e chiede che l’Amministrazione organizzi un apposito incontro che veda la partecipazione della Consulta, dei sindacati e della stessa Pubblica Assistenza che possa in quell’occasione illustrare i servizi offerti. “Con quella gestione”, sottolinea Fazzi, “agli anziani veniva garantita assistenza tramite telefonate ed accompagnamenti, vogliamo sapere quali saranno invece i servizi che l’Amministrazione, gestendo direttamente i fondi, intenderà fornire”. Da parte sua Ida Zanzanaini dalla CGIL esprime perplessità sulla minore richiesta di assistenza domiciliare: “Oltre ad essere un dato in assoluta controtendenza con quello nazionale”, afferma, “non è neppure colmato da una maggiore richiesta di ricoveri in Rsa che anzi diminuiscono, mi chiedo come questo sia possibile”. Importante infine secondo il consigliere Carlo Martini, garantire una rete di servizi capillare e di qualità, ricorrendo anche, laddove possibile, ad una minima compartecipazione da parte delle famiglie: “Per questi motivi”, dichiara il capogruppo del Pd, “chiedo all’assessorato un passaggio in commissione, prima di una qualsiasi decisione definitiva”.
