Sta diventando un refrain la fatidica frase pronunciata da Philippe Daverio durante l’esposizione di Zero a Milano: “Carrara è il marmo perché lo ha deciso l’umanità”. E se proprio il critico d’arte sarà il moderatore dell’incontro che si terrà domani alla Camera di Commercio, alla sua definizione ci stiamo un po’ tutti credendo sempre più. Soprattutto coloro che ieri hanno partecipato alla preview di Carrara Marble Week.
Una lunga visita è seguita alla presentazione avvenuta dal palco della musica, sotto una pioggia battente e gremito da personalità e stampa nazionale. Tanti gli epicentri definiti da Silvia Nerbi e Paolo Armenise: dalle mostre con i volti dei cavatori nelle foto in piazza d’Armi alla mostra “From eleven to zero” nell’aula magna dell’Accademia aperta per l’occasione, fino alla Piazza delle Erbe con una magnifica riproduzione gigantesca del David valorizzato dalle luci sapienti attorniato dalle Isole in Arcipelago firmate da Luciano Massari. Stupore e ammirazione poi all’arrivo in Piazza Alberica dove quello stesso “Zero”, che aveva fatto parlare Daverio dialoga con il tappeto in conci di marmo e con l’architettura rinascimentale. Infine, via Rosselli trasformata in un piccolo boulevard e le sale dei palazzi dove sono ospitate le mostre di design con i pezzi di UP & UP e con le “lastre” di Disegnare il marmo. Una biennalizzazione della fiera che sembra davvero star premiando, come sostine il Presidente di CarraraFiere Giorgio Bianchini. E i commenti del pubblico sembrerebbero davvero dar ragione ad una simile filosofia: mentre il marmo si mostra sotto le sue sembianze più preziose, la città sembra riscoprirsi centrale per il panorama artistico-culturale nazionale E intanto, tra lo stupore dei visitatori, qualcuno sogna che un evento simile si riproponga, e perché no, magari si faccia protagonista di un’intera estate futura.
