Dopo essersi riuniti in assemblea, i lavoratori del cermecadesso chiedono fatti concreti. Basta proclami, sì ad atti amministrativi efficaci. “Dalla Provincia ci aspettiamo che faccia fronte non solo ai suoi impegni di socio ma anche che riveda alcune delle scelte politiche e gestionali degli anni scorsi che hanno contribuito a creare l’attuale crisi di Cermec”. E’ quanto scrivono i lavoratori, preoccupati – in primis – per la messa a repentaglio del loro futuroall’interno dell’azienda, e poi perché la chiusura del Cermec rappresenterebbe un’emergenza ambientale. Non ci sono soluzioni alternative per lo smaltimento dei rifiuti, si legge nella lettera, e a pagarla sarebbero i cittadini e il tessuto economico e produttivo della provincia. I lavoratori chiedono che sia garantita continuità e fanno sapere che non resteranno passivi in attesa di soluzioni o “tavoli” di concertazione. Cosa si nasconde dietro ai temporeggiamenti e ai ritardi?  Si domandano e sottolineano: ai nostri soci chiediamo decisioni immediate. A tutte le forze politiche senso di responsabilità. Da tutte le organizzazioni sindacali auspichiamo unità di intenti e impegno per il risanamento e il rilancio del Cermec, come società pubblica territoriale.E secondo il consigliere del Pd Stefano Alberti, la ricapitalizzazione del Cermec è l’unica strada condivisa per garantire posti occupazionali e il ciclo dei rifiuti. L’obiettivo finale, secondo Alberti,è la creazione di un’unica azienda per l’ A.T.O provinciale di Massa Carrara che sostituisca  le quattro società  che gestiscono attualmente il ciclo dei rifiuti .