Con l’avvio delle lavorazioni alla nuova nave delle ferrovie., da giugno riapriranno i cancelli del cantiere navale di Marina di Carrara: lo hanno detto stamani i dirigenti di Nca, guidati dall’amministratore delegato Luigi Mor nel corso dell’incontro delle Rsu, richiesto martedì dall’assemblea. I vertici dell’azienda hanno spiegato che il grosso dei dipendenti tornerà in attività a partire da settembre, mentre il picco occupazionale ci sarà a fine anno anche se ancora non è certo che la fabbrica tornerà a pieno regime, con tutto il personale all’opera. Molto dipenderà infatti dalle sorti della seconda nave, opzionata con il primo accordo con le ferrovie, ma ancora da acquisire. Un elemento, quello dell’arrivo a marina di carrara di una seconda commessa targata Fs, che potrebbe rivelarsi determinante anche sul fronte dei posti di lavoro: nel corso del faccia a faccia di stamani i delegati sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto anche delucidazioni sul piano industriale e in particolare sulla riorganizzazione della fabbrica prevista dall’accordo con il governo in cui si è sostanzialmente sancito il taglio dei posti di lavoro. I dirigenti di Nca hanno però replicato che al momento è impossibile dare delle cifre e che proprio le sorti della seconda commessa potrebbero avere un peso determinante nelle valutazioni sull’organico. L’unico dato certo emerso stamani è che secondo l’ufficio personale almeno una ventina di dipendenti potrebbero essere avviati al pensionamento, attraverso il percorso della mobilità: un alleggerimento che però, hanno chiarito i vertici del cantiere, non sarebbe sufficiente a garantire la riorganizzazione sancita dal protocollo d’intesa e necessaria al rilancio della fabbrica. Se si prendono a riferimento gli stabilimenti che i dirigenti di Nca hanno indicato come modello però, ci si può fare un’idea della portata dei tagli, che potrebbero oscillare dalle 60 alle 100 unità: insomma al termine della cura dimagrante i posti di lavoro al Cantiere Navale di Marina di Carrara potrebbero passare dagli attuali 180 a un numero che varia tra i 70 e i 120 dipendenti.
