Le costruzioni che alloggiarono i profughi ospitano adesso la sede del centro anziani Auser, quella della Fipsas e una palestra; sul retro ancora 6 appartamenti sono destinati ad edilizia popolare ed abitati da altrettante famiglie. La fatiscenza, oltre a persiane rotte e muri impregnati di umidità è ben testimoniata dal grande tetto in eternit che ricopre buona parte dell’edificio. Se la domanda, dopo decenni di abbandono riguarda la destinazione dell’area i pareri tra i commissari appaiono alquanto discordanti. Se da “Carrara prima di tutto” Iginio Dell’Amico vede nella vendita ad un privato una buona occasione, non solo per fare cassa ma anche per valorizzare il territorio con una nuova struttura ricettiva, per la maggioranza il luogo deve restare pubblico e fruibile dalla cittadinanza: da una biblioteca ad una sala consigliare, fino alla ristrutturazione per la costruzione di 10 mini appartamenti di edilizia residenziale pubblica destinati alla popolazione anziana. Un punto di vista questo, portato avanti dal consigliere del Pd Carlo Martini che non viene però accolto favorevolmente dai più. In questo modo si svilirebbe un luogo con enormi potenzialità, sostiene Rigoletta Vincenti, a due passi dal mare ed immerso nel verde. Ma per chi sostiene la tesi di Martini decidere di ricorrere all’edilizia pubblica costituirebbe una garanzia in più per la riqualificazione: in ballo infatti ci sono i finanziamenti della Regione, a fronte di un progetto da presentare entro il prossimo mese di giugno. Ora, se in questo modo l’area resterebbe vincolata per 100 anni alla medesima destinazione, vero è che le amministrazioni stanno attraversando un periodo economicamente critico, e quella di Carrara in particolare, a causa del mutuo trentennale acceso per la costruzione della Strada dei Marmi. Più di un dubbio allora resta sulla possibilità, da parte del Comune, d’investire con le sue sole forze su un’area che necessita d’interventi importanti, ed il timore è che lasciarsi scappare i fondi regionali significhi condannare la zona ad altri decenni di abbandono. Tutto ancora da decidere comunque, dato poi che poche settimane fa l’Assessore Andrea Vannucci bocciò nettamente l’ipotesi sostenendo che i fondi toscani verranno utilizzati per costruire alloggi all’interno dell’ex deposito del Cat ad Avenza.
