Una centrale turbogas ad Avenza nella zona retroportuale nell’area Nuovo Pignone, è il dubbio che ieri Italia Nostra ha fatto circolare con una nota in cui andava a descrivere nel dettaglio il progetto: un impianto da 1000Mw composto da cinque edifici per ospitare altrettante turbine da 250MW. C’è però una seconda possibilità che unisce l’indirizzo industriale della zona e la costruzione di una centrale turbogas. A renderla nota è la Federazione Giovanile Repubblicana con il coordinatore David Chiappuella che ha diffuso il testo del protocollo per lo sviluppo, l’industrializzazione e il consolidamento occupazionale del Polo Industriale “Nuovo Pignone” di Massa-Carrara. Nel testo a pagina 11 si legge tra l’elenco degli interventi per l’infrastrutturazione dell’area che ”Sempre a fini dello sviluppo delle attività di cui sopra, occorre che l’area venga servita da una nuova linea di fornitura di GAS metano da 50.000 Stm3/h”. In pratica a regime al Nuovo Pignone serviranno 50mila metri cubi di metano all’ora; una quantità a dir poco notevole se si pensa ad esempio che una famiglia consuma circa 1mille metri cubi di gas l’anno. Questa quantità quindi diventa difficile da spiegarsi e di dati certi non ce ne sono. L’unica via è l’ipotesi e per l’Fgr e Italia Nostra la più accreditata è che il Nuovo Pignone voglia realizzare una mini centrale termoelettrica a metano per produrre autonomamente energia elettrica necessaria alla funzionalità dell’impianto.
