“Non avrei mai immaginato di poter trovare una situazione del genere in un luogo in cui si estrae marmo da millenni”, così ha risposto il giornalista di Report Bernardo Iovene ad un telespettatore che, da Palermo, chiedeva, quale fosse l’aspetto peggiore dell’escavazione osservato a Carrara. Parole che pesano come pietre o che dovrebbero farlo per chi ha a cuore la città e la sua storia. Ho visto di tutto e di più, sostiene ancora il reporter: cave abbandonate, fanghi, nuvole di polveri, uno scempio ambientale, senza contare l’escavazione, scoperta negli ultimi vent’anni, per estrarre carbonato di calcio, quella che fa più male alle montagne, se non si limita a servirsi del solo materiale di scarto. E per sottolineare quanto l’estrazione faccia male agli abitanti di Carrara invece di apportare loro quei benefici che il cosiddetto oro bianco elargisce a pochi, Iovene ha citato anche l’alluvione del 2003, quella valanga di acqua e detriti che mise in ginocchio l’intera città e di cui ancora si pagano le conseguenze, basti pensare al recente crollo di via Carriona. e L’adeguamento delle tariffe, le concessioni fantasma, tutto questo, seppur comitati ed associazioni avessero incentrato il problema soprattutto sulle PM10, non è passato in secondo piano.
Bernardo Iovene
Vi siete un po’ abituati a fare quello che volete perché insomma…
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Beh è un po’ eccessivo quello che vogliamo, quello che vogliamo è eccessivo. Senta culturalmente stanno succedendo dei cambiamenti epocali, se lo vediamo nel lungo periodo pensi che nel 1700 quando si inizia a regolare con gli Estensi sono concessioni perpetue e lo sono state così fino praticamente al 1995 da un punto di vista culturale cioè…
Bernardo Iovene
Dal 700 al 1995.
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Erano di diritto perché, la legge mineraria del 27…
Bernardo Iovene
Ecco perché siete abituati a fare quello che volete…
Si tratterebbe di una questione culturale insomma … concessioni perpetue memori dall’epoca estense.
Bernardo Iovene – fuori campo
I cavatori dovrebbero pagare qui alla pesa comunale a seconda di quel che estraggono, le fasce partono da un minimo di 3 euro e 60 (centesimi) a 13 euro. Facendo i conti il comune invece incassa in media 3 euro a tonnellata
E proprio in merito alle tariffe, senza voler valicare i confini e guardare all’Europa, in Inghilterra gli oneri arrivano al 20% sul materiale estratto, il paragone con le regole vigenti nella vicina Emilia-Romagna fanno arrossire. Seppur siano ancora in lire ed in via di adeguamento e a fronte di 16 milioni ricavati l’Amministrazione bolognese ne incassi soltanto uno, qui non solo esistono le concessioni, ma, senza l’autorizzazione del comune in Emilia Romagna non si va da nessuna parte e non si fa la cava, assolutamente. Oltre a ciò, il progetto va presentato insieme a quello del ripristino, come afferma l’Assessore all’Ambiente del Comune di Pianoro, “terminata l’attività estrattiva che è considerata temporanea, può poi tornare ad un ambiente naturale”. E allora laghi e piste ciclabili, i cui costi, a carico esclusivo del concessionario.
Bernardo Iovene
A proposito dell’attività estrattiva lei sa che qualsiasi tipo di attività quando finisce richiede un ripristino.
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Certamente.
Bernardo Iovene
Io lì non ne ho visto neanche mezzo.
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Allora quelli che hanno cessato veramente l’attività…
Bernardo Iovene
Sono abbandonate, sono in totale degrado diciamo, non è bello.
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Sicuramente, sicuramente, ma questo è previsto…
Bernardo Iovene
Voi come associazione degli industriali vi ponete questo problema, che uno va a farsi un giro lì e vede un disastro?
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Vede di queste cose in tutta franchezza sono più sensibili gli ambientalisti o l’amministrazione….
Bernardo Iovene
Che gli industriali, perché voi volete solo prelevare e poi….
Andrea Balestri – Associazione Industriali Carrara
Beh adesso guardi, al di là dei luoghi comuni, no ….
Insomma, attenderemo, come i giornalisti di Report, di vedere “Come andrà a finire”, sperando ancora nell’ennesimo tavolo del marmo.
