“Sono aumentate le iscrizioni all’istituto alberghiero di Marina di Massa per l’anno in corso; il convitto fornisce pasti regolari, a parte il pranzo effettuato con il servizio catering, saranno completati a breve la cucina e il secondo dormitorio maschile”. I lavoratori in una lettera firmata, rispondono così alle accuse dei consiglieri provinciali cesare Micheloni (Lega Nord) e Pietro Fontana (Pdl)che denunciavano condizioni strutturali pessime del Minuto e caldeggiavano la sua chiusura con questi termini: “la scuola offre un servizio pessimo e costa cifre esorbitanti. Ha gravissimi problemi strutturali e classi sovraffollate. Forse il convitto sarebbe meglio chiuderlo”. Il convitto, ricorda la lettera, oltre ad impiegare 44 dipendenti statali, spende sul territorio dai 150mila ai 200mila euro all’anno per provvedere ai soli pasti. Per quanto riguarda invece la scala d’emergenza, la sua realizzazione sacrificherà solo una camera del dormitorio femminile. I lavoratori promettono denunce per diffamazione perché tali parole avrebbero provocato danno di immagine alla scuola. Dal canto suo, la provincia in questi anni ha speso 3 milioni di euro per la scuola che, tra le varie mancanze, ha la cucina del convitto (quella che dovrebbe fornire i pasti per i ragazzi fuori sede) non agibile. A fianco dei lavoratori dell’alberghiero di Marina di Massa, si schiera anche la Segreteria Provinciale dello Snals che respinge le critiche sollevate da Fontana e Micheloni e puntualizzano: “il Convitto necessita solo della riconsegna del locale cucine e del secondo dormitorio maschile.Il ricorso al servizio catering si è reso necessario per l’inagibilità delle cucine dell’Istituto e per il prolungarsi dei tempi di messa in sicurezza dei locali cucine.Inoltre gli interventi edilizi non hanno comportato riduzioni di camere dormitorio”.
