Precipita la crisi alla Eaton, ma lontano dalla provincia di Massa Carrara: la multinazionale americana è a rischio anche Monfalcone, in provincia di Gorizia. La notizia rimbalza sui blog e nei siti che per anni si sono occupati della Eaton di Massa e dei suoi 304 operai, licenziati lo scorso 15 dicembre e oggi senza prospettive lavorative. La Rsu e le sigle sindacali, assieme a tutti gli operai si uniscono alla battaglia dei lavoratori di Monfalcone dove, ad oggi, non c’è più alcuna certezza sulle commesse e dove i vertici hanno annunciato che ci sarà lavoro solo per 90 persone su 240 operai e per 2 settimane al mese. Ma c’è anche il rischio che la prossima estate l’azienda, che ha annunciato una chiusura di alcuni mesi per lo spostamento dei macchinari, tenti un blitz per chiudere lo stabilimento, come ha fatto a Massa. Gli operai della Eaton non devono immaginare quello che stanno provando i colleghi di Monfalcone: lo sanno perfettamente. Tensione e grande smarrimento, dopo l’incontro della scorsa settimana con alcuni dirigenti della fabbrica monfalconese, atmosfera incandescente, due ore di sciopero nei vari turni dalle 12 in poi. Sul tavolo della discussione il piano industriale dell’azienda che per la sua totale incertezza è stato già bocciato dai sindacati: una novantina di persone in produzione, per gli altri la cassa integrazione, ma forse anche la mobilità. Una situazione insostenibile per una realtà produttiva che fino al 2008 aveva in organico 350 dipendenti. Come la Eaton di Massa. Una storia che si ripete. Come si ripetono gli atteggiamenti degli americani , distanti dalla realtà sindacale italiana: secondo i rappresentanti dei lavoratori di Monfalcone, la proprietà sarebbe “allergica” a concedere ammortizzatore sociale troppo a lungo e per troppi lavoratori, discriminandone più della metà. I sindacati dei metalmeccanici dicono no a esuberi, riduzione del costo del lavoro ed eventuale fuoriuscita di macchinari considerati importanti dallo stabilimento. Quello che forse avrebbero dovuto fare anche i lavoratori massesi, che invece, troppo fiduciosi degli accordi e delle carte firmate, permisero due anni fa alla proprietà di andare via, aprendole a porta La Regione Toscana segue con attenzione le vertenze aziendali in corso. E’ quanto spiegato dall’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ieri durante una conferenza stampa a Firenze sulle problematiche del lavoro regionali. Riguardo la Eaton, Simoncini ha spiegato che bisogna aspettare il protocollo d’intesa sulla reindustrializzazione dell’area, mentre martedì ci saranno incontri a Roma riguardanti sia Eaton che Nca. Per Eaton la Regione ha poi ribadito la disponibilità di partecipare all’acquisizione dell’area e il 25 marzo il sindaco di Massa avrà un incontro con l’azienda per approfondire questo tema.
