Se in alcune città i bar festeggiano l’unità d’Italia con aperitivi gratuiti per tutti i cittadini, a Massa e a Carrara queste celebrazioni sembra non abbiano risvegliato gli animi risorgimentali di molti cittadini. In tanti hanno raccolto gli inviti di tutti i sindaci della provincia ed hanno affisso il tricolore alle finestre durante questa particolare giornata. Ma, in realtà, sono molte le case senza bandiera o qualsiasi altro simbolo verde, bianco e rosso. Questa mattina a Massa, in piazza Aranci, i 150 anni sono stati ricordati con una cerimonia solenne alla quale non è mancata una parte della cittadinanza. Chi si aspettava, però, una piazza colma e con i colori dell’Italia, è rimasto deluso. Complici il cattivo tempo e la pioggia, la maggior parte dei massesi è rimasta a casa, forse a festeggiare con le dirette televisive nazionali, chissà, ma sicuramente non nella propria città. E quando la cerimonia si è spostata ed è proseguita a Palazzo Ducale la folla si è ulteriormente diramata. C’erano molti bambini attirati dall’aria di festa, dai colori, dalle bandiere; pochi i volti giovani a cui il Prefetto Merendino ha chiesto di tramandare gli ideali garibaldini. I commercianti hanno, invece, aderito con la chiusura dei negozi. Restano le iniziative messe in campo dalle istituzioni, i vessilli a Palazzo Ducale e al Palazzo Comunale, il castello Malaspina per l’occasione illuminato di verde, bianco e rosso. Eppure i 150 anni dell’unità d’Italia non torneranno più.