Nuovi dettagli sulla proposta di riclassificazione del settore lapideo presentata venerdì al tavolo del marmo dall’amministrazione carrarese sono emersi questa mattina nel corso della commissione lapideo, presieduta da Nicola Marchetti. Davanti ai commissari, il city manager marco tonelli è entrato nel dettaglio del piano avanzato da piazza due giugno alle associazioni di categoria, spiegando che nell’ultimo incontro il municipio è riuscito a vincere le residenze di Assindustria e Legacoop alla revisione della classificazione delle cave. Come ci aveva anticpiato venerdì il sindaco Angelo Zubbani al termine del tavolo, l’idea del comune è quella di portare da 3 a 4 il numero di fasce per la catalogazione del marmo ornamentale. La suddivisione parte dai materiali meno pregiati a quelli di maggior qualità, e prevede una prima fascia, analoga a quella già esistente, a cui è attribuito un valore medio che oscilla dai 5 ai 6 euro a tonnellata, una seconda fascia da 8 a 10 euro a tonnellata, una terza fascia, quella nuova, da 12 a 15 euro a tonnellata e una quarta fascia, corrispondete all’attuale terza, da 30-40 euro a tonnellata. Secondo le previsioni del municipio, interessanti soprattutto per le sorti del bilancio, le cave della prima fascia dovrebbero produrre complessivamente un quantitativo di 60-70 mila tonnellate, quelle della seconda 520-530 mila tonnellate, quelle della terza 210-240 mila e infine quelle di maggior pregio, un circa 140-150 mila tonnellate per un totale di 950 mila tonnellate all’anno. Una previsione prudenziale rispetto alla produzione registrata nel 2010 che si è attestata sulle 980 mila tonnellate. E proprio rispetto all’anno che si è appena concluso, il City Manager Tonelli ha portato stamani alla commissione i dati relativi alla rendita della tassazione sui marmi. Nel 2010 il fatturato delle imposte sui blocchi è stato di 7.7 milioni di euro e quello dei dietriti di 7.1 milioni di euro per un totale di 14,9 milioni: una cifra che segna un miglioramento rispetto al 2009, che si era chiuso con un fatturato complessivo di 14,1 milioni di euro ma ancora lontano dai tempi pre-crisi quando si girava intorno ai 16,6 milioni di euro.
