Doppio attacco alla volta dell’amministrazione carrarese sul tema della gestione dell’area retroportuale, da parte di Futuro e Libertà e dei Giovani Repubblicani Toscani. La superficie, adibita allo stoccaggio merci e utilizzata da oltre 25 anni dalla Porto Spa, era statagià al centro di una accesa polemica, dopo che si era appreso che il colosso dell’armatore Enrico Bogazzi aveva utilizzato per quasi tre decenni quegli spazi senza pagare alcun affitto al comune: in questi giorni a innescare una nuova miccia è invece l’annuncio della risoluzione della controversia tra Porto Spa e Municipio. L’accordo prevede il pagamento da parte della società di 200 milioni di euro di arretrati e l’impegno a saldare regolarmente ogni anno l’affitto, pari a cinque euro al metro quadro per un totale di 8 mila metri quadri. “Si tratta di un compromesso tutt’altro che onorevole perché nelle casse comunali arriverà la metà dei soldi dovuti e perché il canone di affitto è stato diminuito rispetto ai 7 euro al metro concordati inizialmente”, spiega David Chiappuella, Coordinatore regionale della Federazione Giovanile Repubblicana Toscana. “Siamo di fronte al bunga bunga di Zubbani”, denuncia Nicola Franzoni di Futuro e Libertà che, condividendo il merito delle obiezioni presentate dai giovani repubblicani, lancia l’affondo all’amministrazione, chiedendo di affittare l’area a valori di mercato, di bandire una gara per la sua gestione o di farla tornare sotto il controllo diretto del municipio, che potrebbe in questo modo incassare molto di più “Perché Zubbani – prosegue polemicamente Franzoni – non usa con Bogazzi la stessa mano pesante a cui è ricorso sfrattando due cittadini disagiati che ancora protestano sotto il comune?”. Sia per Futuro e Libertà sia per la Federazione Giovanile Toscana insomma la risoluzione della querelle tra Porto Spa e Municipio per la gestione dell’area retroportuale non riserverebbe alcun vantaggio per le casse comunali né per le tasche dei cittadini.
