In tutti questi anni, nella varie vertenze apuane sindacati e lavoratori ci hanno messo tutto l’impegno possibile per ottenere accordi di reindustrializzazione, soprattutto di aree come quelle della Dalmine, della Farmoplant, della Olivetti assistendo però a catene di fallimenti che hanno generato nel territorio la figura di quei lavoratori dismessi più volte. La CGIL ribadisce con la segretaria provinciale Patrizia Bernieri di aver voluto una maggiore tutela sindacale nei nuovi insediamenti artigianali come la Gesco e di aver espresso forte preoccupazione per un uso delle aree industriali poco incline a risolvere l’emergenza lavoro e diretta invece ad atteggiamenti più speculativi. Negli anni gli spezzatini non sono mancati, ma poco hanno risolto secondo la Cgil ed è per questo che nelle vertenze del presente si cerca una strada che vada nella direzione opposta. La parcellizzazione delle aziende anziché mirare in maniera organica ad un loro rafforzamento ha comportato un aumento della disoccupazione ed un impoverimento della qualità del lavoro. In questo momento, il progetto la Gesco non decolla, le aree artigianali della Cosvap alla Cgil sembrano non avere un ruolo chiave per l’occupazione, il settore della lavorazione del marmo sta sparendo. Il sindacato sta difendendo in questi giorni gli 800 lavoratori, tra diretto e indotti, di NCA. “Ci aspettiamo dalla politica e dalle istituzioni locali – conclude la Bernieri – uno strumento per garantire il lavoro a chi lo sta perdendo e ai giovani che stanno abbandonando  la speranza di conquistarlo”.