Il Candia trema ancora e la paura rischia di non passare mai: la nuova scossa mercoledì scorso, 12 gennaio, quando l’ultima frana ha diffuso ancora panico e terrore tra gli abitanti di via dell’Uva e nella frazione di Scurtarola, in località Mirteto. La Coldiretti raccoglie le lamentele e i disagi di chi non solo abita nella zona, ma anche di chi porta avanti da anni la propria attività commerciale. A farne le spese non solo le aziende agricole che producono il pregiato vino locale del Candia, ma anche ristoranti ed agriturismi, attrattiva turistica e gastronomica per gli amanti del vino casereccio. Strada chiusa, definitivamente quindi da parte del comune: era aperta infatti solo per i residenti ed notevoli i disagi adesso anche per le attività commerciali, che vedono calare notevolmente i loro guadagni, già dimezzati dopo le frane del ponte d’Ognissanti. Per arrivare alla Scurtarola via dell’Uva non è l’unico sentiero percorribile, ci sarebbe anche il percorso alternativo passando per San Lorenzo, ma la strada in quel punto è stretta, piena di buche, tortuosa e le piante che sporgono sulla strada. C’è chi, tra gli storici agricoltori della zona e proprietari di ristoranti da la colpa al comune, per non avere predisposto una viabilità alternativa come da ordinanza, quando via dell’Uva vene chiusa, un anno fa, in seguito all’inizio dei lavori per l’acquedotto agricolo, che avrebbero dovuto concludersi entro settembre scorso. La Coldiretti auspica che, nel più breve tempo possibile si crei una strada praticabile per il passaggio di residenti e turisti, altrimenti il Candia rischia di cadere nel dimenticatoio per lungo tempo.
