Responsabilità oggettive: queste si apprendono visionando la lettera inviata dal Presidente Rossi al Dirigente della Asl di Massa Carrara Giuliano Pellegrini. Il bilancio dell’Azienda Sanitaria infatti risultava lacunoso già nel 2008 quando comparirono nel bilancio di esercizio oltre 60 milioni nel conto “Crediti per anticipazione gestione”, insieme ad altri crediti per un totale di quasi 140 milioni. Il collegio sindacale però non fa alcun riferimento e non fa presente alla Regione la mancanza di relazioni esatte. Solo a chiusura del 2009 la posta torna presente e, a quel punto, il collegio sindacale, nel frattempo rinnovato, ha chiesto chiarimenti, accontentandosi però della dichiarazione dell’allora Direttore Amministrativo. Quest’ultimo, sottolinea Rossi nella lettera, avrebbe fornito un documento su carta intestata della Asl di Massa-Carrara che, con una formula del tutto irrituale, avrebbe attestato un presunto riconoscimento da parte della Regione. Insomma, si sarebbe trattato di un documento falso mai arrivato né certificato dalla Regione. “Il Collegio Sindacale”, scrive Rossi, “non ha preteso la documentazione relativa al credito dichiarato dall’azienda, né chiesto conferma di questo alla Regione, accettando una mera dichiarazione del Direttore Amministrativo”. Se dunque i documenti prodotti dalla Conferenza dei sindaci, avrebbero ignorato gravi mancanze e risultando dunque il collegio altrettanto gravemente inadempiente, da parte dell’Azienda Sanitaria provinciale, il metodo adottato per far quadrare i conti risulterebbe a dir poco fantasioso. Quest’ultimo si sarebbe basato, scrive ancora Rossi, su “Meccanismi ripetutamente adottati che consistevano nel movimentare i conti riducendo il valore di quelli intestati a debiti verso i fornitori e contestualmente riducendo il valore di quelli intestati a costi di esercizio.” Alla luce di una tale imbarazzante documentazione che coinvolge direttore e dirigenti asl, nonché tutti i sindaci della provincia, Musetti tiene anche a sottolineare quanto Firenze stessa dovrebbe riconoscersi quanto meno intempestiva: “Rimane il fatto”, puntualizza il consigliere, “che tali irregolarità si sono evidenziate già nel bilancio 2008 e ciò ci fa ritenere che forse anche la stessa Amministrazione regionale avrebbe potuto intervenire molto tempo prima”.