Come e chi può accedere agli atti amministrativi comunali e a quelli delle società in house? Di questo si è discusso questa mattina in commissione bilancio a Carrara. Ad illustrare il regolamento il Vice-segretario generale Cristiano Boldrini: la legislazione sarebbe ancora la 241, secondo la quale chiunque, sia esso cittadino o consigliere comunale, può  fare richiesta di documenti attinenti l’attività della municipalità o le sue società partecipate. Dal 2009 però, a tale regolamento la Regione Toscana ha apportato due modifiche rilevanti: l’accesso è consentito anche in mancanza di motivazioni, a meno che non si tratti di dati sensibili, ed il termine di consegna anticipato, da un massimo di 30 giorni ad uno di 15. E se per i consiglieri le possibilità di diniego all’accesso siano praticamente pari a zero, anche nel caso in cui si trattasse di società solo parzialmente partecipate, la recente vicenda di Apuafarma, al 100% in house, che continuerebbe a rifiutare la visione dei suoi bilanci a due consiglieri comunali quali Gianni Musetti e Andrea Vinchesi stonerebbe non poco. Riguardo alla stessa Apuafarma, seppur la legge parli chiaro, in commissione le visioni differiscono: dal Pd infatti si giustifica l’atteggiamento dell’azienda, pronta a fornire i suoi bilanci esclusivamente al primo cittadino, così come i dati sensibili che, secondo il partito, dovrebbero poter essere conosciuti solo dal sindaco, anche se visionati dai consiglieri solo per questioni attinenti al proprio mandato. Per approfondire la questione quindi, che non ha convinto del tutto parte della maggioranza, il Presidente Roberto Conserva ha indetto un ulteriore approfondimento per venerdì prossimo.

E proprio in merito ad Apuafarma, tornano a parlare i consiglieri Vinchesi e Musetti evidenziando che alla loro denuncia al Tar del diniego di accesso agli atti da parte della società partecipata, questa avrebbe presentato la propria opposizione firmata da ben 4 avvocati.”Un vero e proprio pool legale unito per difendere l’azienda contro la trasparenza che i consiglieri comunali pretendono dagli atti amministrativi che Apuafarma delibera”, dichiarano i consiglieri e concludono, “si difendono con i soldi dei cittadini negando agli stessi di essere informati sul loro operato”.