Ci ha scritto una ciortella che si dice innamorata di Massa, della sua storia e dei suoi colori, ma non – testuali parole – dei pifferai che la addormentano. Il riferimento non è casuale, la ciortella è personificazione del massese per sua natura immobile, che ritroviamo in una famosa poesia di Ubaldo Bellugi. Una figura che torna oggi utile per denunciare l’immobilismo che pervade la nostra bella ma statica città, immersa da un torpore da cui non riesce a risollevarsi e che neppure riesce a competere con le vicine Pietrasanta o Sarzana, borghi vivi e affollati. Ma perché Massa non decolla? Sarà per il traffico in centro? Via Beatrice e Via guidoni sono una sorta di Aurelia del Nord, scrive il mittente. Sarà colpa dei negozi che chiudono? Va bene la crisi, ma cosa è stato fatto per aiutare il commercio? Nessuna manifestazione o iniziativa musicale, un deserto insomma. Anche culturale. Eppure i massesi hanno fame di cultura, compito di una buona amministrazione è anche quello di stimolare curiosità e interessi. E allora, scrive il nostro mittente anonimo, che fine hanno fatto le associazioni culturali, e come si sono risolte le manifestazioni estive, più che cento notti sembravano 10 giorni: due concerti, tre commedie e il venerdì con le favole. E non è delegando Gioca Giò con i giochi per bambini che si fa turismo. Bella e affollata la notte bianca, peccato che ce ne sia solo una all’anno, così come la festa a costo zero dei giovani in via Cavour. Ma ora abbiamo Massa scienza, il pezzo forte dell’amministrazione, come ci ricordano i manifesti di tutte le taglie e gli innumerevoli libretti ammucchiati e abbandonati in vari luoghi. Questa manifestazione per soli iniziati cosa lascia sul territorio? si chiede la nostra ciortella. E che dire della manifestazione “Dai monti al mare” organizzata dall’Associazione Alta Tambura e protetta dall’assessore Brizzi nella passata legislatura. Bisogna darsi da fare per ricercare oltre ai soldi, idee nuove e propositive, senza lasciarsi cullare dai raggi del sole sotto le alpi apuane: una immagine che riscalda sì il cuore, ma infonde torpore eccessivo.
