Fino a poco tempo fa all’interno dell’ospedale di Massa lavoravano più di 200 operatori socio sanitari assunti a tempo determinato tramite le cooperative ed altri presi nel periodo del pericolo di pandemia. Nonostante il consistente numero, il personale era insufficiente, spesso restavano scoperti alcuni servizi e i reparti, a corto di operatori, si rivolgevano al pool, servizio che copre proprio le difficoltà organizzative. Ad oggi, invece, nel presidio apuano lavorano i primi 125 operatori sanitari dei 257 della graduatoria stilata il 5 ottobre scorso in seguito ad ufficiale concorso. Gli altri 132, ad alcuni dei quali è scaduto il contratto a tempo determinato e lasciati a casa dopo anni, non conosco il loro futuro né le intenzioni della Asl1. Così questo pomeriggio molti operatori si sono riuniti per decidere quali possibili azioni intraprendere; accanto a loro molti colleghi che sono rientrati nei 125 ed hanno ora un posto fisso per solidarietà, ma soprattutto per chiedere un aumento di personale perché in questo momento non riescono a coprire tutte le mansioni e prima o poi, dicono, ci rimetterà il paziente. Nel pomeriggio, guidati dal consigliere Giancarlo Casotti hanno incontrato anche il prefetto Giuseppe Merendino a cui è stato chiesto di farsi portavoce chiedendo alla Asl di quanto personale hanno bisogno gli ospedali e di scorrere la graduatoria fino al 257° OSS. Eventualmente di allargarla alle altre aziende dell’area ESTAV. Se la situazione non si risolvesse, si arriverà al governatore Rossi, probabilmente con una manifestazione a Firenze.
