Sono le famiglie di Maurizio Diamanti e Salvatore Aggrate ad avere ancora un’ordinanza di sgombero non rispettata e, a parer loro, con tutte le ragioni. È per questo che lo stesso Diamanti avrebbe appeso striscioni alle sue finestre e, in quello scritto durante le festività natalizie si legge: “Dovrete fare i conti con la vostra coscienza, se ne avete una, io mi sento solo e abbandonato, comunque Buone Feste”. Se la moglie di Diamanti risulta invalida al 100%, il marito, disoccupato, afferma di preoccuparsi non solo per se stesso ma anche per lei, sarebbe già successo infatti che la donna fosse ricoverata per poi tornare a casa, “in quel caso”, si domanda il marito, “dove andrà?”. Aggrate, dal canto suo vive col figlio ventottenne disoccupato, lui muratore senza lavoro, mentre il figlio diciottenne della sorella tornata in Sicilia dorme in una roulotte sotto il caseggiato, nessuno di loro insomma sembra essere in condizione di sistemarsi altrove. Dai servizi sociali però la risposta è netta e non si tratterebbe altro che dell’applicazione della legge regionale: “Se hanno avuto lo sgombero senza una nuova collocazione”, afferma la dirigente Daniela Tommasini, “è perché non avevano diritto all’alloggio. Se si trovano in stato di indigenza possono benissimo rivolgersi a noi e li aiuteremo, appurate le necessità, come è prassi in questi casi”. Per quanto riguarda la moglie di Diamanti poi, la donna sarebbe stata ricoverata in clinica psichiatrica su sollecitazione dei servizi sociali nella speranza, una volta rimessa, di poterla collocare in una struttura protetta, lontana dal marito violento.
