Ha il sapore di un vero e proprio SOS la lettera del presidente della provincia Osvaldo Angeli scritta ai parlamentari apuani perché, al di là delle singole e differenti appartenenze politiche, si diano da fare per ottenere un concreto e doveroso intervento statale. Per risollevare le sorti di tutto il territorio, dopo le copiose piogge che si abbattono da due mesi a questa parte su Massa Carrara, c’è bisogno che il Governo riconosca la calamità naturale, non solo per gli straordinari eventi del 31 ottobre e 1 novembre, ma anche per quanto successo in Lunigiana il 23 e 24 Dicembre. Con le dovute risorse concesse dallo Stato per far fronte alle emergenze, la provincia – scrive Angeli – potrebbe procedere alle messe in sicurezza, alle riparazioni, al risarcimento dei danni ed ai ripristini necessari. Oltre che restituire a tutti i cittadini apuani la dignità che meritano. Massima disponibilità è già stata data dalla Regione, ma anche le finanze regionali, che hanno subito un taglio di quasi 360 milioni per il 2011, non sono sufficienti. L’eccezionale concentrazione di millimetri di pioggia caduti in poche ore, oltre 279 in 48 ore la notte di Ognissanti e 132 in 6 ore ad Aulla il 24-25 Dicembre, hanno causato frane, smottamenti, strade chiuse, crolli, palazzi pericolanti, case distrutte, centinaia di persone evacuate, intere frazioni isolate e, ricorda Angeli, la scomparsa di tre nostri concittadini massesi. Tutto questo va fermato, ma si tratta di un’opera da 70-80 milioni di euro impossibile da sostenere per la Provincia e i Comuni, né con supposte “entrate libere” (che non esistono in nessun bilancio) né indebitandosi, perché il buco sarebbe “ingestibile” a causa dei vincoli di spesa imposti dal “Patto di stabilità”. Servono aiuti più sostanziosi; il Governo deve conoscere quanto avvenuto nella provincia apuana e questo potrà avvenire con l’intervento di chi rappresenta il territorio alla Camera.