Un anno positivo per la Fermet di Alberto Ricciardi, una delle aziende apuane che regge alla crisi, rimanendo sul mercato nonostante la forte concorrenza estera e i problemi legati all’andamento economico. Seppur con qualche difficoltà, Ricciardi ha chiuso il bilancio 2010 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, risalendo la china dopo un 2009 disastroso, in cui perse il 70% del fatturato rispetto all’anno precedente. La Fermet che da anni si occupa di demolizioni industriali e civili, bonifiche, trasporto rifiuti, smaltimento e recupero rifiuti e commercio rottame, impiega al momento 70 operai, di cui molti riassorbiti dalla ex Italcementi, attuale sede dell’azienda. Ricciardi sta infatti chiudendo il capitolo su Massa al Casellotto, sito che dovrà lasciare entro marzo 2011. La sua attività si sta trasferendo alla ex cementeria nel comune di Carrara, dove le ristrutturazioni, a causa del maltempo, stanno andando a rilento. Ricciardi crede però che entro metà anno potrà iniziare a lavorare e aspetta fiducioso le autorizzazioni dalla Provincia di Massa Carrara. Ma c’è anche una novità non di poco conto: entro fine gennaio dovrebbe nascere anche la Fermet Torino, ovvero uno stabilimento in Piemonte per il quale Ricciardi è già in trattativa. L’acquisto completo del sito e dei macchinari per la lavorazione di materiali ferrosi e metallici è quasi concluso e da sei mesi già si lavora al 50% delle capacità, pensando di riuscire ad andare a regime entro fine anno. “E’ una grande operazione che ci renderà protagonisti del mercato del nord Italia_ spiega Ricciardi_ in una delle più grandi realtà nella lavorazione dei metalli”.
