Le Amministrazioni carraresi non avrebbero mai preso in considerazione quanto prescritto dalla legge, secondo la quale i Beni Patrimoniali Indisponibili dei Comuni non possono essere inferiori a quelli di mercato, in merito al valore venale del marmo per calcolare i canoni concessori. Futuro e Libertà per l’Italia stima che nel solo 2009 il valore venale del marmo estratto, si sia aggirato attorno ai 210 milioni, conseguentemente il comune di Carrara avrebbe dovuto avere un gettito nelle proprie casse, calcolando concessioni e contributo regionale, di 31 milioni e 500 mila euro. Al contrario, nelle casse comunali sarebbero entrati circa 7 milioni, per un ammanco di oltre 24 milioni. A fronte di un simile calcolo quindi Futuro e Libertà denuncia un ammanco potenziale a partire dal 2002 pari a 200 milioni di euro. Il mancato gettito sarebbe quindi frutto di una operazione “illegale” che contravverrebbe a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale e dalle leggi regionali, nonché dagli Usi Civici. Tale variazione sarebbe frutto di una Deliberazione semplice del Consiglio comunale del 2002 con la quale si sarebbe deciso di contravvenire ai principi di temporaneità ed onerosità previsti dallo Stato in materia di concessioni. In particolare si sarebbero portate le concessioni da 20 anni a 29 rinnovabili automaticamente, ovvero abolendo la temporaneità, nonché il principio dell’onerosità basata sul valore di mercato, sostituendola col valore stabilito per accordo tra il Comune e le Associazioni di categoria. In merito Futuro e Liberta’, prima di presentare un esposto alla Corte dei Conti, afferma di pretendere immediati chiarimenti all’amministrazione. “Oltre a ciò”, sostiene, “risulta paradossale che i maggiori costi della Strada dei Marmi, ossia della strada di servizio degli industriali del marmo vengano fatti gravare sulle tasche dei cittadini e contemporaneamente si scontino 25 milioni di euro annui di tasse agli imprenditori del marmo”. Ma ci sarebbe di più, ancora secondo il partito di Fini, oltre al mancato gettito mancherebbero addirittura le concessioni, e ad affermarlo sarebbe stato proprio il city manager Tonelli che, a richiesta diretta di accesso ai documenti amministrativi, alcuni mesi fa avrebbe risposto che “alle domande di rinnovo e rilascio di concessioni non sono stati ancora adottati dai competenti organi comunali”. “Chiediamo con urgenza un appuntamento col Sindaco Zubbani”, conclude Futuro e Libertà, “affinché chiarisca a noi ed alla cittadinanza la reale situazione in cui versano i bacini marmiferi”.
