La vicenda del cittadino protagonista dell’incendio del suo appartamento nel centro storico di Carrara, racchiuderebbe in sé tutti gli aspetti negativi del momento sociale e politico che sta attraversando il Paese, a sostenerlo le associazioni “La Conca”, “Mondo Arcobaleno-LGBT” il circolo Giordano Bruno e il Comitato Arci, secondo i quali, tutti coloro che definiscono “orchestratori istituzionali”, siano essi politici o giornalisti, inoculerebbero nelle masse il bacillo del razzismo, scatenando una guerra tra poveri. Così la frustrazione e il risentimento si riverserebbero sulle persone più deboli, i diversi, gli stranieri. In questo modo si giustificherebbe la caccia all’immigrato di Brembate, i respingimenti in mare, l’esclusione dalla mensa del bimbo autistico a Cremona e, nello stesso modo, non sarebbe un caso che a Carrara una persona, indipendentemente dall’accertamento di un’oggettiva colpa, rischi il linciaggio perché considerata “diversa”; transessuale. “Al di là di ogni responsabilità individuale nella dinamica dell’incidente”, affermano le associazioni, “quello che emerge in modo preponderante dalle cronache, dalle dichiarazioni pubbliche dell’amministrazione e dalle parole delle persone, è la voglia di “farsi giustizia” in modo sommario”. E sommarie vengono ritenute le dichiarazioni e la volontà dell’Amministrazione di risolvere il problema con l’allontanamento dalla città. “Al contrario”, aggiungono ancora le associazioni, “dovrebbe essere cura di una società civile e di una comunità democratica prendersi carico di situazioni di degrado, di emarginazione e, come in questo caso, di precaria instabilità personale”. Il cittadino starebbe dunque perdendo sempre più le caratteristiche di soggetto di diritto e farebbero paura le parole del sindaco, poiché quando afferma che i controlli verranno eseguiti di concerto con la prefettura e la polizia, di fatto dimostrerebbe d’essere disposto a tutto, anche ad espellere ed emarginare un proprio cittadino, pur di blandire il consenso dei suoi proseliti.
