Sono sul piede di guerra gli operai della Eaton, dopo la notizia del mancato accordo con la proprietà in merito alla cassa integrazione in deroga, accordo che non è stato firmato e che dunque riporta gli operai al 15 dicembre, data del definitivo licenziamento. Per questo, per decidere il da farsi, si svolgerà un’importante assemblea in fabbrica domenica mattina a partire dalle 10, a cui parteciperanno tutti gli operai, le Rsu e le sigle sindacali. Una riunione che si preannuncia calda, importante, partecipata e delicata, perché verranno prese decisioni serie sul futuro dei lavoratori e intraprese, probabilmente, forme di lotta, ancora una volta per farsi sentire, per controbattere alla Eaton e  per dimostrare che “nessuno starà a guardare”. Ci sono poi altri due importanti appuntamenti da scandire: il ministero si è preso qualche giorno di tempo per verbalizzare le due posizioni distinte di Eaton e sindacati sulla questione dell’ammortizzatore sociale. Non essendo arrivata la firma all’accordo con cui, in pratica, la Eaton si toglieva da qualsiasi responsabilità sull’andazzo della vertenza, mettendosi al riparo anche da azioni legali future, il ministro Romani adesso dovrà trovare, se ci riesce, una nuova forma di mediazione. Poi c’è un incontro chiesto dal sindaco di Massa Roberto Pucci al Governatore della Toscana Enrico Rossi, per discutere dei progetti di reindustrializzazione e capire se è possibile accelerare qualche manovra. Impossibile, infatti, non chiedersi come sarebbe andata se fosse stata posata la prima pietra di Carbon Dream e Tecno Carbon nella zona industriale di Massa: magari i quattro mesi di cassa in deroga sarebbero bastati per convincere Eaton che “si sta facendo sul serio” e intanto gli operai avrebbero trascorso un Natale più sereno. Invece, troppo concentrato sull’ammortizzatore sociale, il territorio ha perso di vista il vero obiettivo, quello che i lavoratori sperano di toccare con mano: un nuovo impiego. Anche la regione va sollecitata, come vuole fare il sindaco Pucci a breve