In un periodo contrassegnato dalla crisi economica e da una forte fibrillazione per le vicende e il futuro di alcune importanti imprese, l’Isr ha deciso di compiere uno studio di ricerca volto a misurare le ricadute dirette, e quelle indirette e indotte di un importante segmento produttivo qual è quello della meccanica sull’intera economia locale. Una ricerca svolta in sinergia con l’Istituto Prometeia, e col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, in grado di dedurre che l’importanza del settore sarebbe di forte rilievo da almeno un decennio. Un ruolo questo che giocherebbe in un duplice senso: nelle fasi di sviluppo spingendo l’economia provinciale su tassi di crescita più elevati, e nelle fasi critiche, incidendo pesantemente sugli andamenti economici complessivi. Gli ultimi due anni lo dimostrerebbero: i livelli produttivi del settore si sono ridotti del 20% e, conseguentemente, quelli generali provinciali hanno registrato una perdita del 5%, con una potenziale caduta dei livelli occupazionali di oltre 3 mila unità. Alla luce di ciò, il Presidente Ricci mette l’accento sul fatto che la meccanica attiva 4.300 posti di lavoro, tanto da superare del 20% gli addetti alla filiera produttiva del lapideo locale. Di fronte a simili dati allora sarebbe evidente che una rinnovata fase di rilancio della competitività anche internazionale del settore potrebbe essere considerata come una delle condizioni essenziali per assicurare alla provincia uno sviluppo economico adeguato alle proprie potenzialità. A riguardo quindi e dati alla mano, la relazione sarà oggetto di un apposito convegno presenziato dall’Assessore regionale alle attività produttive Simoncini.
