Per i lavoratori Eaton, quella di domani potrebbe essere la giornata della svolta, fitta di appuntamenti ed incontri. Il primo riguarda gli operai da vicino e li coinvolge in prima persona, l’altro vedrà impegnate le istituzioni locali a Roma. Domani mattina infatti gli operai si recheranno a Firenze dove, dopo un breve corteo di 6-700 metri, protesteranno di fronte al consolato americano. E’ l’ultima tappa di due anni di manifestazioni, riunioni ed illusioni, nella speranza che il potere diplomatico possa smuovere la multinazionale. Tre pullman, per un totale di circa 150 lavoratori, partiranno tutti assieme alle 8 dallo stabilimento e durante la protesta, una delegazione composta da 7 persone potrà incontrare il viceconsole e fare le richieste concordate. Saranno i tre rappresentanti provinciali di Fiom, Fim e Uilm,le 3 RSU e un responsabile regionale ad entrare nel palazzo americano di Lungarno Vespucci. Il loro compito sarà anche quello di consegnare una lettera in cui si ripercorrono gli ultimi due anni e si chiede di intercedere verso il colosso d’oltreoceano. “Vorremmo che il console – ha spiegato Alessio Castelli segretario Fiom Cgil – si facesse promotore e sensibilizzi la Eaton”. Sempre domani però gli enti locali voleranno al ministero romano dove il Governo potrebbe presentare una propria proposta.