Il futuro per Massa non sarà sicuramente rose e fiori per le conseguenze che porteranno i due drammi della sera del 31 ottobre. Mentre si assiste ad un rimpallo di responsabilità, il governatore Enrico Rossi ha decretato lo stop alle costruzioni edilizie nelle zone a rischio. E chissà cosa succederà in un territorio dove per circa un anno non si costruirà più in quelle aree vincolate idrogeologicamente, se non per opere di messa in sicurezza, ma la cui amministrazione ha in programma diverse opere di cementificazione che ora rischia di vedersi “bloccare”. Incredibile, commenta il consigliere comunale del PDL Stefano Caruso, che il presidente Rossi si accorga solo ora della cementificazione selvaggia a Massa, dei pericoli per gli abitanti connessi al territorio, di un piano idrogeologico da rivedere e soprattutto di come siano necessari soldi per risistemare una situazione che è andata sempre peggiorando. Ma Caruso ne ha anche per la vicesindaco Martina Nardi e sull’elogio all’amministrazione che ha evidenziato le zone a rischio nelle nuove tavole del piano strutturale. “Sarebbe stato grave il contrario”, dice il consigliere. Resta il fatto che la Regione ha demandato ai comuni la responsabilità di redigere le carte delle zone a rischio idrogeologico e che il Comune deve costruire in zone potenzialmente a rischio come alla Gioconda e al parco del Frigido. Per non parlare dell’ospedale unico: in attesa delle nuove carte che devono ricomprendere l’area, Caruso si chiede se si bloccheranno i lavori, e se, in caso il sito non fosse più idrogeologicamente conforme, se si procederà in deroga o se si costruirà ugualmente. Ci vorrebbe qualcuno che si assuma le proprie responsabilità e che renda Massa una città sicura. E se il problema sono i soldi che arrivano in misura minore dal Governo, il consigliere lancia l’idea di seguire il Veneto: chiedere la possibilità di non rispettare il patto di stabilità per i prossimi 3 anni in modo da permettere un indebitamento maggiore del Comune per le opere necessarie alla sicurezza del territorio. Ma questo, conclude Caruso, dovrebbe concentrare il denaro su altri obbiettivi, distogliendolo da quelli prefissati.