Secondo i dati del Comune di Carrara, nel 2009, la mole di terre trasportata dalle cave al piano è stata pari a 220 mila tonnellate, vale a dire 480 mila tonnellate in meno rispetto al 2005: nonostante la produzione dei blocchi sia aumentata del 5,6%, negli ultimi cinque anni si è registrata una flessione dell’asporto di questo materiale del 69%, ciò significa che oltre 1 milione di tonnellate di terre non sono state conferite a valle e sono dunque rimaste al monte. Un quadro preoccupante, quello che tratteggia oggi Legambiente Carrara sulla situazione dello smaltimento terre alle cave, che, secondo gli ambientalisti, si stanno progressivamente trasformando, in un’immensa discarica a cielo aperto, per colpa dell’atteggiamento dei vertici di piazza due giugno. Legambiente rileva infatti che nonostante le sue ripetute segnalazioni e a fronte dei numeri emersi dall’opera di monitoraggio effettuata dagli uffici comunali, il city manager Marco Tonelli – responsabile del settore marmo – e il sindaco Angelo Zubbani non hanno fatto nulla per intervenire ma anzi, “hanno chiuso gli occhi davanti alle palesi violazioni della legge che avvengono al monte”. I vertici dell’amministrazione, proseguono da Legambiente, si sono profusi in una lunga serie di proclami, in cui condannavano lo smaltimento abusivo delle terre, salvo poi non fare nulla per colpire i trasgressori:  “le responsabilità del dirigente del settore marmo e del sindaco sono evidenti – affermano dall’associazione – si sono limitati a monitorare la situazione, registrandone il progressivo aggravamento senza intervenire. Un responsabile del settore marmo davvero “responsabile” – concludono da Legambiente – si sarebbe comportato in tutt’altro modo, denunciando alla magistratura i trasgressori e sospendendo loro l’autorizzazione a lavorare fino al completo smaltimento delle terre”.