Soddisfatti perché la Regione e le istituzioni locali hanno accelerato i tempi, hanno presentato le manifestazioni di interesse e hanno fatto la loro parte, trovando i finanziatori, le imprese e i progetti che servivano. I sindacati dicono “grazie” a chi si sta impegnando per la vertenza Eaton, l’idv parla di partita più aperta che mai, c’è però un “ma”. Pare che durante il tavolo provinciale sopratutto i sindacati abbiano cercato di “strappare” ai rappresentanti della Eaton la promessa della cassa in deroga, come a dire che gli imprenditori sono stati trovati, ma adesso bisogna lasciargli il tempo di impiantarsi. Inoltre, voci insistenti, sostengono anche che la Eaton sia disposta, stranamente, a discutere di  “mobilità in deroga”, uno strumento differente dalla cassa in deroga, che al momento però in Toscana non si può attuare, perché ci vorrebbe una legge ad hoc che la preveda. Insomma la soluzione per i lavoratori al momento è solo la cassa integrazione in deroga, ma la Eaton da quell’orecchio pare non sentirci: non si prende nessun nuovo impegno e non firma nulla di più di quanto firmato in tribunale a Massa nel verbale di conciliazione, in cui si legge che l’azienda “si impegna a valutare le proposte di reindustrializzazione e le connesse iniziative di sostegno anche alternative alla mobilità”. “Valutare” insomma e non “concedere”, due verbi molto differenti per Eaton, che più volte attraverso i suoi rappresentanti ha manifestato l’esigenza di chiudere ogni tipo di rapporto con il territorio e con i lavoratori, visto che tenere in vita il sito, oltretutto non più produttivo, gli costa 1 milione di euro l’anno. Insomma qualcuno venerdì ha tentato di mettere alle strette la proprietà, chiedendo un impegno più preciso sul prossimo futuro dei 304 operai, ma l’azienda rimane ferma sulle sue posizioni: entro il 12 novembre darà il verdetto riguardo le proposte industriali, valuterà se sono concrete, serie e fattibili; poi si riunirà con le istituzioni e i sindacati e deciderà se “concedere” qualche mese di vita in più o meno ai lavoratori