Nessun sequestro dell’area ma denuncia per crollo colposo a carico di ignoti, queste le dichiarazioni del Pm Conforti di questa mattina in seguito al sopralluogo effettuato insieme al Prefetto Merendino, il Sindaco Zubbani e l’ingegner Festa. Indagini ancora aperte insomma, ancora molte le relazioni da visionare per tentare di scavare nelle responsabilità. Dall’Amministrazione, Festa, conferendo col magistrato ha affermato che, al momento gli interventi che verranno eseguiti, come la scogliera già innalzata in massi ciclopici, saranno circoscritti esclusivamente all’area interessata, quella compresa tra i due ponti, al fine di metterla per quanto possibile in sicurezza. Ogni operazione comunque verrà non solo comunicata all’autorità giudiziaria, ma anche fotografata nei minimi particolari, così come ogni eventuale assestamento. Dubbi comunque, molti dubbi, affiorano, anche nel personale tecnico. Il problema sembrerebbe infatti risiedere ben oltre il crollo e le responsabilità attuali, ma il vizio parrebbe essere più che altro strutturale, case cinque e seicentesche, praticamente prive di fondamenta e costruite direttamente sulla roccia. Argini di un torrente dal corso costretto tra le abitazioni e la strada, con la caratteristica, tipicamente torrentizia appunto, di accogliere con estrema rapidità l’acqua del bacino, con piene in grado di scaricarsi, in soli venti minuti, dai monti al mare.  Evidenti appaiono poi fenomeni di erosione, al di sotto degli edifici stessi e, in alcuni punti l’impressione, ad un primo colpo d’occhio è che le case poggino direttamente sull’acqua. Un crollo insomma che sembra esser servito a far sorgere legittime perplessità, non solo sul come proseguire i lavori ma, anche e soprattutto, sul fatto che non sia il caso di procedere a più seri consolidamenti di gran parte degli edifici che si affacciano sul Carrione. Edifici naturalmente posti sotto il vincolo della sovrintendenza, i quali però, se non verrà fatto un preciso e cospicuo stanziamento, breve vita avranno negli anni a venire.