Mentre la procura che indaga sul crollo di via Carriona ha nominato un ctu (consulente tecnico d’ufficio) per accertare le cause all’origine del disastro, il sindaco Zubbani attende dall’ingegner Sergio Altieri, dirigente del Settore opere pubbliche, la relazione dettagliata per sapere quali lavori sono stati fatti nell’alveo del Carrione a ridosso della palazzina di tre piani crollati.

 Altieri ha trasmesso per raccomandate la richiesta di chiarimenti alle due ditte appaltatrici che stavano operando nel letto del torrente: la Coestra per le opere di risagomazione degli argini e l’altra, l’Abc di Firenze per quanto riguarda le operazioni di ‘sminamento’ e la ricerca di eventuali ordigni bellici. Sul fronte dei lavori per rimettere in sicurezza la zona è una corsa contro il tempo: oggi termina l’intervento di costruzione della massicciata sull’argine della strada franato, mentre gia ieri erano stati recuperati tutti i detriti della casa crollata nel fiume e che ostruivano il deflusso delle acque.
Fiato sospeso perché da domani, sabato, è annunciata una nuova perturbazione con piogge abbondanti tale da fare scattare nuovamente lo stato di allerta. 
 

L’ingegner Nicola Festa dell’uffficio tecnico del Comune che segue da vicino tutte le operazioni di messa in sicurezza, ha detto che non vi sono restringimenti del canale nel punto dove si è sbriciolata la casa e che la situazione appare sotto controllo.

 Appese invece a un filo le speranze di preservare i caseggiati attigui alla palazzina franata: quello accanto è praticamente da abbattere perché appare irrimediabilmente lesionato mentre per le altre abitazioni fino al ponte di via Apuania si deciderà solo dopo una accurata verifica da parte dei tecnici che inizierà già da oggi. Certo, appare difficile poter salvarle dopo il crollo della prima. Anche i proprietari delle abitazioni crollate stanno nominando dei tecnici per eseguire a loro volta le perizie di parte.

 Il nodo cruciale delle indagini appare quello di accertare o meno la rimozione dei sassi-killer, dal basamento della casa franata, operazione esclusa dai tecnici della Coestra. Uno dei proprietari, Umberto Maggiani, ha riferito che nei giorni precedenti al crollo, nell’alveo del Carrione, proprio sotto alla sua casa, stava operando un escavatore. Un ‘giallo’ che ancora non si riesce a chiarire perché sia il responsabile del progetto esecutivo l’ingegner Pietro Orsini che il direttore del cantiere Coestra, l’ingegner Gian Luca Dei, hanno affermato che in quel tratto i lavori non erano ancora arrivati e che era stata tolta solo la fognatura nel gennaio scorso. Secondo i due professionisti il crollo è stato originato dalla fiumana.
Calamità naturali dunque, o responsabilità penali di chi ha tolto i massi che reggevano la casa da 350 anni? Lo stabilirà, forse, l’inchiesta appena avviata.

 La circoscrizione lunedì sera alle 21 si riunirà per esaminare il crollo avvenuto sulla Carriona e che ha creato anche problemi alla circolazione per la chiusura della strada.  

 

 

da La Nazione