Le colonie di Massa diventeranno, in parte, degli splendidi appartamenti vista mare. È quello che chiede un emendamento presentato dagli uffici comunali del settore urbanistica, già approvato dalla commissione consiliare, con parere negativo dell’opposizione e in attesa di approvazione finale in una delle prossime sedute di consiglio. In pratica, verrà modificato l’articolo 44 e l’articolo 122 della disciplina di piano, aggiungendo la possibilità di trasformare in appartamenti il 25% della superficie di ogni singola colonia, cambiandone la destinazione urbanistica. La riqualificazione delle colonie che si affacciano sul litorale massese è prevista all’interno del piano strutturale: si parla di un recupero turistico- alberghiero, un recupero sanitario e, presto, anche residenziale. Insomma il comune individua numerose forme di riutilizzo delle sue colonie, che consentano sia la finalità sanitaria, sia quella alberghiera, pensata sopratutto per il prolungamento della stagionalità. A queste si aggiungerà la parziale riconversione a residenze, per non escludere cioè diverse ed innovative destinazioni d’uso, naturalmente che siano compatibili con il contesto naturalistico. Nella riconversione a residenze, il regolamento urbanistico dovrà analizzare caso per caso ogni colonia e stabilire, in base alla tipologia di immobile, alla localizzazione e agli standard urbanistici, la percentuale da convertire, che non potrà però superare il 25%. Questa sembrerebbe una buona opportunità per chi, un giorno, si troverà a ristrutturare le colonie del litorale: con il nuovo regolamento urbanistico saprà già che un 25% potrà essere adibita ad appartamenti e che gli appartamenti potranno un giorno essere venduti o affittati. In attesa che il consiglio approvi definitivamente l’emendamento, la maggioranza continua a portarsi avanti con il lavoro del piano strutturale: nelle ultime sedute sono state discusse le controdeduzioni al piano del Partito Democratico (una quarantina di deduzioni di cui ne sono state approvate pochissime) e quelle della regione Toscana (settanta deduzioni di cui ne sono state approvate 46). Le controdeduzioni approvate dal consiglio, ha spiegato il presidente Marco Andreani, non apportano nessuna modifica sostanziale al piano e dunque non ne cambiano l’aspetto operativo. Il piano strutturale, che avrebbe dovuto essere approvato definitivamente entro la fine di ottobre, verrà chiuso solo nella prima metà del mese di novembre.